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Da 60 anni si è guadagnato il favore incondizionato di tutti gli operatori del settore.
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Agli inizi degli anni '50, quando
il processo di ricostruzione dell'Italia dopo la fine della seconda guerra mondiale
era già in atto e già se ne vedevano i segni sul territorio nazionale,
Livorno doveva ancora ritrovare pienezza di funzionalità nelle strutture tradizionali.
L'industria dissestata o addirittura distrutta dai bombardamenti era ferma. Il porto,
restituito con notevole ritardo alle nostre autorità alla libertà dei
traffici, alla buona volontà ed alle capacità promozionali degli operatori
locali, soffriva fortemente per la carenza di attracchi, di mezzi meccanici e di
organizzazione.
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Porto di Livorno - 1951
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In queste condizioni, un gruppo
di amici, operatori marittimi, industriali e dirigenti di azienda, sensibili ed attenti
alle esigenze di ripresa di Livorno, compiva un atto di fede dando vita a "Il
Messaggero Marittimo" come notiziario mercantile dell'Italia Centrale.
Promossa dal Comm. Cesare Fremura e da Aldo Fremura con la cura consueta e con la
tenacia propria di ogni loro azione, l'iniziativa aveva subito incontrato il favore
dei più noti agenti marittimi e dei maggiori spedizionieri della Livorno di
allora.
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