Il presidente Gerini: “Continuare a essere un punto di riferimento per le imprese e per la comunità”
LA SPEZIA – 22 Settembre 1945. l’Italia riparte, ricostruisce, spera.
La Spezia non è esente dal clima nazionale e in città, fino a quel momento legata alla manifattura, gli industriali, quattordici, si mettono insieme e costituiscono l’Unione industriale spezzina che qualche anno dopo diventerà Confindustria La Spezia.
La città, come racconta il video proiettato sul palco del Teatro civico della città per la cerimonia che ricorda questi 80 anni, si evolve e costruisce pezzo dopo pezzo una storia fatta di coesione, coraggio e visione parole chiave della giornata.
A fare festa con l
a confederazione le istituzioni e gli imprenditori, ma anche i cittadini.
Un traguardo importante che non rappresenta solo un momento di memoria, ha detto il presidente Mario Gerini nella relazione, “ma l’occasione per riaffermare il ruolo dell’impresa come motore di progresso, coesione e innovazione per l’intero territorio”.
Serve fare impresa, ha detto, unire le forze e “oggi è l’occasione per guardare al futuro, qui al teatro, simbolo di rinascita e apertura verso il mondo esterno”.
Le tappe ripercorse dal presidente parlano di un’Italia ferita “ma quegli uomini ebbero il coraggio di credere nel futuro, di investire e di scommettere sulla rinascita della nostra città e della nostra economia. Su quelle basi abbiamo costruito un percorso che dura da ottant’anni.”
Proprio l’associazione ha guidato la ricostruzione del tessuto industriale cittadino accompagnando la città nella transizione da polo esclusivamente militare a sistema industriale diversificato. E l’impresa è riuscita, creando un sistema economico resiliente che ha saputo affrontare, nel tempo, sfide cruciali come la globalizzazione, le crisi industriali e le profonde trasformazioni tecnologiche e sociali.
La relazione del presidente non guarda al passato come mero ricordo, ma come base per il futuro che vede ancora protagonista l’Arsenale Militare, che inaugurato nel 1869, è ancora un hub di innovazione.
Qui Guglielmo Marconi, come ha poi ricordato un altro intervento sul palco, gettò il primo cavo sottomarino per una comunicazione terra-nave.
Ma la storia si intreccia anche con l’arte e negli anni ’30, La Spezia visse una stagione culturale di grande vitalità, divenendo centro di attrazione per artisti e intellettuali come Filippo Tommaso Marinetti e i Futuristi, che trovarono nel golfo un simbolo di modernità e di visione.
“Allora come oggi – ha sottolineato Gerini – la nostra provincia seppe unire creatività, conoscenza e impresa, trasformando il talento locale in progresso industriale e culturale. Oggi siamo chiamati a fare lo stesso, con le tecnologie e le competenze del nostro tempo.”
Questo lo spunto per le nuove generazioni e l’idea che il territorio spezzino abbia tutte le carte in regola per tornare a essere protagonista nei campi della scienza, della cultura e dell’innovazione, proprio come lo fu nei secoli scorsi promuovendo “conoscenza, creatività e impresa”.
“Dobbiamo far sì che i giovani scelgano di restare o di trasferirsi qui. Per riuscirci è necessario unire le forze pubbliche e private, ascoltare le esigenze dei ragazzi e trasformarle in azioni concrete e immediate.”
Per dare concretezza a questo impegno, Gerini ha annunciato l’avvio, a partire dal 2026, del premio annuale “ConfindustriaSP100”, dedicato alle imprese che si distingueranno in progetti innovativi e sostenibili.
L’obiettivo è valorizzare e dare visibilità alle eccellenze locali, creando modelli virtuosi che ispirino l’intero tessuto produttivo provinciale.
Per celebrare simbolicamente questo anniversario, Confindustria La Spezia ha deciso di finanziare l’illuminazione dell’Accademia Capellini, istituzione storica che rappresenta un ponte tra scienza, cultura e impresa.
L’obiettivo di Confindustria La Spezia è sempre lo stesso da 80 anni e così resterà: essere un punto di riferimento per le imprese e per la comunità, capace di sostenere la competitività economica e la crescita sociale: “Guardare avanti significa rendere il nostro territorio un luogo dove le persone scelgono di vivere e lavorare. Il nostro compito -ha chiuso il presidente- è continuare a resistere, ricostruire, innovare e crescere, così come fecero le 14 imprese che nel 1945 fondarono questa Associazione.”
Al termine dei lavori dell’Assemblea, la facciata del teatro Civico si è animata con una proiezione immersiva, un’esperienza di grande impatto emotivo che desidera raccontare, attraverso immagini e suggestioni, la storia industriale e sociale della città, creando un ponte ideale tra passato, presente e futuro.
L’evento
La festa per gli 80 anni è stata particolare per la location e per gli interventi. Si è scelto infatti di dare spazio a un fisico, Massimo Temporelli, professore di antropologia, scrittore e divulgatore scientifico che ha ripercorso le radici di innovazione scientifica e industriale della città.
Benedetta Colombo – Artefacile, divulgatrice e influencer di storia dell’arte, ha accompagnato il pubblico alla scoperta del nostro valore culturale, interpretandolo in chiave contemporanea.
Tito Boeri, economista, direttore del dipartimento di economia presso l’Università Bocconi di Milano, intervistato da Micaela Palmieri, giornalista Rai, moderatrice dell’evento, ha offerto la sua visione su un momento particolarmente complesso per l’Italia e per il mondo.
Del come è nata l’idea ci ha parlato (nel video) Francesco Pelosi, past president del Gruppo giovani imprenditori di Confindustria La Spezia.
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