Il presidente del Propeller Club di La Spezia – Marina di Carrara: “Ora più opportunità e relazioni”
LA SPEZIA – Non solo un evento, ma un percorso già avviato e destinato a rafforzarsi. È questa la chiave di lettura offerta da Gianluca Agostinelli, presidente del Propeller Club La Spezia – Marina di Carrara, intervenuto alla seconda edizione di A Bridge to Africa. Secondo Agostinelli, il dialogo tra il territorio spezzino e i Paesi africani non nasce oggi, ma affonda le proprie radici in una relazione consolidata nel tempo. “Il ponte esiste già da oltre cinquant’anni – ha spiegato – ed è un collegamento che continua a rafforzarsi, diventando sempre più frequentato e solido”.
Un ponte, però, che non è a senso unico. Il valore dell’iniziativa risiede proprio nella reciprocità degli scambi: economici, ma anche culturali e relazionali. Se da un lato le imprese italiane guardano all’Africa per cogliere nuove opportunità di business, dall’altro diventa sempre più rilevante comprendere il punto di vista dei partner africani e favorire la loro conoscenza diretta del sistema italiano.

In questa prospettiva si inseriscono anche le attività collaterali organizzate durante l’evento, come la visita tecnica al porto di La Spezia, occasione non solo per presentare infrastrutture e capacità operative, ma anche per condividere momenti di confronto informale e approfondire la conoscenza del territorio. “Passare del tempo insieme, conoscere i dettagli e anche gli aspetti meno formali della nostra realtà è fondamentale – ha sottolineato Agostinelli – perché le relazioni si costruiscono anche su questi elementi”. I primi segnali di ritorno, del resto, sono già tangibili. A metà della manifestazione, il presidente del Propeller evidenzia un clima dinamico e ricco di contatti: “Siamo sulla strada giusta. C’è grande scambio, tante conoscenze e opportunità che stanno emergendo concretamente”.
Un aspetto centrale riguarda anche l’approccio italiano nei confronti dei partner africani. Agostinelli rivendica un modello basato sulla collaborazione e sulla costruzione condivisa di valore, elemento che rappresenta un vantaggio competitivo riconosciuto. “Quando andiamo in Africa non lo facciamo per sfruttare risorse, ma per costruire insieme progetti e opportunità. Questo atteggiamento viene percepito e apprezzato”, ha osservato, evidenziando come il continente africano rappresenti un insieme eterogeneo di realtà, paragonabile per diversità all’Italia stessa.
Guardando al futuro, l’obiettivo è consolidare quanto avviato. Nonostante l’impegno organizzativo richiesto, Agostinelli conferma la volontà di proseguire nel percorso: “È stato un lavoro impegnativo e lo sarà fino alla fine, ma stiamo già pensando alla terza edizione”.
Nel frattempo, l’aspettativa è che tra un’edizione e l’altra possano crescere concretamente gli scambi commerciali e le relazioni istituzionali, rafforzando ulteriormente quel “ponte” tra La Spezia e l’Africa che, come sottolineato, è già una realtà consolidata e in continua evoluzione.
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