Accademia navale di Livorno: riparte l’anno accademico per i futuri ufficiali

Il comandante Tarabotto: “Al centro di tutto la persona”

LIVORNO – L’Accademia navale di Livorno apre l’anno accademico 2025-2026. Lo fa con la tradizionale cerimonia, che anticipa il giuramento dei cadetti della prossima settimana, con gli studenti, le autorità militari, civili e religiose.
Quest’anno a presenziare insieme al comandante dell’Accademia stessa, Contrammiraglio Alberto Tarabotto e al Comandante delle scuole Marina Militare Stefano Barbieri, anche l’ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, Capo di stato maggiore della Marina e il Capo di stato maggiore della Difesa Luciano Portolano.
Gli studenti di oggi saranno i futuri ufficiali della Marina militare, guidati da uno spirito di servizio al Paese e da una formazione solida accompagnata da competenza etica.
Lo ha ricordato l’Ammiraglio Tarabotto: “L’inizio di un nuovo ciclo formativo è anche il rinnovo della promessa di servire il Paese“.
Le sfide di oggi sono nuove, ed emerge con chiarezza che il ruolo dell’Accademia è quello di formare ufficiali capaci di capire il presente e “tracciare una rotta” in un contesto come quello presente fragile, interconnesso e competitivo.
Una formazione garantita dalla collaborazione con quattro prestigiose università italiane, Pisa, Genova, Trieste e Napoli con collaborazioni internazionali che fanno di Livorno “crocevia di formazione e dell’Accademia un laboratorio di diplomazia e collaborazione”.
“La Marina -ha aggiunto l’Ammiraglio- opera in nuovi spazi e domini, la cybersicurezza, l’underwater e deve essere capace di comprendere il mondo e la trasformazione in atto”.

La sfida tecnologica

E al centro della trasformazione c’è l’innovazione tecnologica che deve essere guidata dall’uomo. Proprio questo tema, allargato all’Intelligenza artificiale, è stato al centro della lectio magistralis del dottor Massimiliano Nicolini, ricercatore in scienze dell’informazione e intelligenza artificiale, direttore del dipartimento di ricerca e sviluppo sulle intelligenze artificiali e VRO di OLITEC e membro italiano (tra le altre cose) del Metaverse Standards Forum, organizzazione che promuove lo sviluppo di standard di interoperabilità per garantire un metaverso inclusivo e aperto.

“Oggi -ha detto- c’è un secondo oceano dove navigare. Un ambiente invisibile, silenzioso ma che con la velocità dei flussi che lo attraversano influenza tutta la vita. È quello dei dati“.
L’uomo, e quindi anche i futuri ufficiali, devono essere in grado di navigare in queste acque con operazioni interne a una trama informativa complessa.
“Le forze armate vivono in un nuovo paradigma con un cambiamento che deve essere affrontato con le “tre C”: cuore, coerenza e coraggio“.
Di fronte a quella che si chiama erroneamente, ha detto, “intelligenza” artificiale, serve la capacità umana di saper raccogliere, integrare e trasformare dati che oggi non sono solo informazioni ma risorse strategiche che fanno prendere decisioni.
“Le competenze oggi crescono a una velocità mai vista dalle scorse generazioni, e un futuro comandante deve conoscere gli strumenti a sua disposizione”.

Se è vero questo, il Capo di Stato maggiore Portolano, trovandosi d’accordo, ha aggiunto che l’uomo deve comunque riuscire a non farsi sopraffare dalla tecnologia: “Il rischio è che una nuova forma di minaccia possa essere rappresentata proprio dal rendere indispensabili le tecnologie e di fronte a una loro mancanza non si sappia come agire”. Sì al saperla usare ma anche a sapersi muovere senza essa.
“L’uomo è supportato dalla tecnologia, ma non è la tecnologia che supporta l’uomo” ha sottolineato.

“Inauguriamo questo nuovo anno accademico -è un passaggio dell’intervento dell’ammiraglio Berutti– con una rinnovata energia e con la consapevolezza che con le sue navi la Marina non potrebbe niente senza uomini e donne che le portano in mare. La formazione è la base per formare anche il carattere, l’etica e la leadership”.
Al centro resta dunque l’uomo perchè la sua educazione al comando futuro non sia vissuta come privilegio ma come servizio. “L’Accademia -ha chiuso Tarabotto- è prima che una comunità militare una comunità educante e sceglierla è per gli studenti una scelta di vita non solo di formazione. Vi auguro un anno ricco di crescita formativa e umana. Buon vento!”

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