Gli interventi all’assemblea di Assoporti
ROMA – Fare rete, fare squadra. Questo è il messaggio che esce dall’assemblea di Assoporti che ieri per la prima volta ha riunito tutti nella stessa sala i nuovi presidenti delle AdSp italiane.
Per sentire la voce di tutti, e farsi conoscere, i panel hanno suddiviso l’Italia in quattro blocchi geografici, ognuno con le sue caratteristiche.
Per le isole sono quattro i presidenti (un commissario straordinario) che si sono confrontati su tavoli tematici moderati dalla giornalista e conduttrice di Linea Blu – Porti d’Italia, Donatella Bianchi.
Il presidente Domenico Bagalà (Sardegna) si è soffermato sull’importanza dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, che è già entrata nell’Authority. “Dobbiamo utilizzarla per attuare le nostre idee, noi lo facciamo ad esempio come supporto per i dragaggi.”
Sul fronte sostenibilità, la Sardegna ha avviato sperimentazioni sui biocarburanti per navi e mega yacht: “Cerchiamo di produrre biometanolo da rifiuti organici, un esempio di economia circolare applicata al mondo portuale”.
È la sicurezza della navigazione uno dei punti critici di un’AdSp come quella dello Stretto con navi che lo attraversano in lungo e largo. “Il nostro- dice il presidente Francesco Rizzo– è un lavoro peculiare, con i nostri porti che sono i primi per numero di passeggeri. Le banchine sono ormai sature e destinate a crociere, nautica e cantieristica.”
L’annuncio durante il suo intervento è della riapertura della Fiera di Messina e del Museo del Mediterraneo a Reggio Calabria.
La Sicilia, sa Est a Ovest è rappresentata sul palco dal presidente Francesco Di Sarcina per i porti dell’Est e il commissario Tardino per l’Ovest.
“In dieci mesi -mette in risalto Di Sarcina- siamo riusciti a far approvare il Piano regolatore portuale, inusuale per i tempi che conosciamo.” Questo è stato possibile, aggiunge, creando una sinergia con la città, organizzando nel modo giusto gli spazi per il porto e la città che lo accoglie.
L’apertura all’Europa è l’aspetto toccato da Annalisa Tardino che sottolinea come per la prima volta si veda nel Mediterraneo un’opportunità, con la nomina di un commissario europeo dedicato.
“Le regole europee però devono essere in parte cambiate, cosa non facile. Nel frattempo a noi spetta gestire i processi e chiedere quello che vorremmo cambiare senza poi lamentarci se non abbiamo agito per farlo”.
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