All’Athena Yachting Day di Livorno Barbara Amerio (Amer Yachts) annuncia la nuova sede ai Navicelli: “Sostenibilità e filiera corta sono la rotta del futuro”.
LIVORNO – In occasione dell’Athena Yachting Day, svoltosi il 23 ottobre presso il Terminal Crociere di Livorno, Il Messaggero Marittimo ha incontrato Barbara Amerio, CEO di Amer Yachts, protagonista del panel dedicato a “Yachting in Toscana: leader internazionale, tecnica ed eccellenza”.
Nel corso dell’intervista, Amerio ha tracciato una visione lucida e appassionata del settore, anticipando anche un’importante novità: nel 2026 Amer Yachts aprirà una nuova sede cantieristica nell’area dei Navicelli di Pisa, rafforzando ulteriormente la presenza toscana del gruppo.
“L’Italia resta leader mondiale nello yachting”
“L’Italia è leader mondiale in più settori della nautica,” spiega Barbara Amerio. “Non parliamo solo di processi di costruzione, ma anche di sostenibilità e innovazione. Amer è da sempre sinonimo di ricerca e visione.”
Alla domanda su quali siano oggi le principali direttrici di investimento, la manager ligure non ha dubbi: “Abbiamo tanta carne al fuoco. L’impegno più rilevante è sulle nuove strutture cantieristiche: con la scelta dei Navicelli saremo sempre più toscani nel futuro. Stiamo inoltre lavorando su scafi in metallo motorizzati con i pod Volvo Penta, una tecnologia che per la prima volta viene applicata a un 42 metri. È un record mondiale che sarà superato il prossimo anno con il varo di un 50 metri dotato della stessa motorizzazione, un vero laboratorio di integrazione, comfort e manovrabilità: una sala macchine all’avanguardia.”
“La sostenibilità non è più un valore, è una necessità”
Amer Yachts è da tempo in prima linea nella ricerca di soluzioni che riducano sprechi e consumi, anticipando le linee guida della transizione ecologica nel comparto del lusso marittimo.
“La sostenibilità non è solo un valore, è una necessità. Fa parte della nostra filosofia aziendale, fondata sul principio del non spreco,” racconta Amerio. “Lavoriamo per ottimizzare l’efficienza energetica e idrica a bordo. Abbiamo sviluppato un macchinario capace di produrre acqua dall’umidità dell’aria, eliminando così l’uso delle bottiglie in plastica. Lo stesso sistema sarà adottato nel nostro nuovo capannone per la pulizia dei pannelli solari, così da renderci energeticamente autonomi.”
Un approccio che unisce etica e tecnologia, espressione di un made in Italy che evolve senza perdere autenticità.
“La filiera corta è la nostra forza”
La CEO di Amer Yachts ha ribadito quanto il successo della cantieristica italiana dipenda dal legame con il territorio.
“Durante il fermo del Covid abbiamo capito quanto sia importante la filiera corta. Non solo dà valore alla produzione, ma riduce costi logistici e favorisce la coesione dei distretti nautici. Quello toscano, che si estende fino alla Liguria, è uno dei più importanti al mondo: qui c’è tutto il buono che serve per costruire eccellenza.”
Ma la filiera è anche un luogo di futuro: “Vogliamo continuare a implementarla e attrarre nuove generazioni e donne nella nautica. Crediamoci: il settore offre lavoro qualificato e genera un indotto fondamentale per i territori.”
“Clienti più giovani, più internazionali e più consapevoli”
Sul fronte della clientela, Amerio osserva una trasformazione significativa: “L’età media dei nostri armatori si sta abbassando. Sono clienti internazionali, europei ed extraeuropei, che cercano prodotti unici, customizzati e innovativi. Amano i materiali nuovi e desiderano barche capaci di affrontare rotte diverse, anche in acque polari. Le nostre imbarcazioni sono infatti certificate per navigazioni artiche, un segno concreto di quanto il lusso contemporaneo sia sempre più legato alla libertà di esplorare.”
Yachting italiano: tecnica, territorio e visione
Con l’annuncio del nuovo insediamento ai Navicelli, Amer Yachts consolida la sua vocazione mediterranea e la sua integrazione con la Toscana, territorio che oggi rappresenta il baricentro produttivo dello yachting italiano.
Innovazione, sostenibilità e formazione si confermano i tre assi su cui l’industria dovrà investire per mantenere la leadership internazionale.
Come sottolinea Amerio, “il futuro della nautica passa dall’innovazione responsabile e dalla collaborazione tra imprese, istituzioni e territori. L’Italia ha tutto per restare al vertice: ma serve coraggio, visione e capacità di fare sistema.”
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