“Attendiamo di leggere il testo normativo presentato in Consiglio dei ministri”
VERONA – Non manca la presenza di Ancip a LetExpo 2026, momento per incontrare tutto il cluster portuale per un confronto e riflessioni sulle criticità del settore.
Il suo direttore generale Gaudenzio Parenti, dopo l’annuncio del ministro Salvini dal palco della manifestazione organizzata da Alis, che la riforma portuale sarà varata entro la fine dell’anno, sottolinea come l’associazione attenda ancora di leggere il testo normativo presentato in Consiglio dei ministri.
“Nel frattempo come Ancip su impulso delle nostre imprese associate, abbiamo presentato delle proposte di semplificazione e armonizzazione di alcune pratiche dei porti italiani che riguardano anche la riforma”.
Queste sono infatti le necessità principali come sistema portuale nazionale. Esempio emblematico è il rizzaggio e il derizzaggio che è, ricorda, “l’operazione portuale per eccellenza. In alcune Autorità di Sistema portuale è trattato come un “servizio portuale”, in altre si tratta invece di “un’operazione portuale””.
Non si tratta solo di etimologia ma di norma: “Questo comporta differenze anche per quanto riguarda la regolazione dell’autoproduzione” fa notare.
Ci sono cose che andrebbero riviste così come il pieno riconoscimento delle società dei servizi di interesse economico generali o “la strutturazione più conforme al codice degli appalti per quanto riguarda quelli tra i terminal e le imprese Articolo 16” cita come esempio.
Si tratta di proposte condivise e portate all’attenzione delle istituzioni con le altre associazioni di categoria, alcune più specifiche per le imprese rappresentate da Ancip ma che andrebbero a favore anche delle AdSp.
L’autonomia dei porti
Sempre da Verona il ministro delle infrastrutture ha confermato ancora una volta l’autonomia delle Autorità portuali.
“Le Autorità di Sistema portuali dovrebbero essere enti speciali e autonomi, come dice in parte la norma attuale, l’84-94. Ma è anche vero che dalla riforma Del Rio di fatto non lo sono più”.
Questo perchè, continua Parenti, “sono entrate nel bilancio generale dello Stato, così come nell’elenco dell’indice ISTAT, portando un’autonomia scritta nella norma, ma non dal punto di vista amministrativo e finanziario”.
“Noi siamo comunque favorevoli a una regia centrale che lasci però autonoma le AdSp italiane”.
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