Angelini: le marine toscane sono rete territoriale

Marine della Toscana – Approdi e territori: Angelini racconta il ruolo del Consorzio e la visione integrata della nautica

VIAREGGIO – Le marine non più come semplici punti di ormeggio, ma come nodi di una rete economica, turistica e produttiva capace di raccontare un territorio unitario. È questa la visione che guida il Consorzio Marine della Toscana, come spiega il direttore generale Pietro Angelini nell’ambito del progetto “Marine della Toscana – Approdi e territori”, che punta a valorizzare il sistema portuale turistico regionale in chiave integrata.

Il consorzio nasce nel 2019 con un obiettivo preciso: promuovere la Toscana nei contesti internazionali attraverso un’offerta coordinata tra marine e territorio. “L’idea iniziale era presentarsi all’estero in modo integrato, unendo il tema delle marine con quello della Toscana. Oggi questo ruolo si è evoluto: lavoriamo sulla promozione, sulle prenotazioni, sulle innovazioni e sulle tecnologie, condividendo esigenze e sviluppi delle singole marine”.

Angelini sottolinea come la partecipazione a fiere ed eventi internazionali abbia rafforzato il brand territoriale, trasformando il consorzio in una piattaforma tecnica di servizi e connessioni, più che in una semplice associazione di rappresentanza.

Le marine come infrastrutture economiche

Alla domanda su come le marine possano essere lette come vere infrastrutture economiche, Angelini risponde partendo da un cambiamento culturale. “È cambiata la concezione stessa della barca. I clienti sono più giovani e acquistano con l’idea di muoversi, di viaggiare. Le marine diventano luoghi di connessione con il territorio”.

Il porto, in questa visione, è punto di contatto tra mare ed entroterra, tappa di un viaggio che non si esaurisce nell’approdo. “Non basta più il singolo luogo. Conta la connessione tra porti, la capacità di coordinare spostamenti, documenti, rotte. È un modello che nel mondo sta crescendo e che richiede un approccio tecnico, non solo associativo”.

L’unitarietà dell’immagine diventa così centrale. “Non vieni a vedere una cosa in Toscana, vieni a vedere la Toscana. Dal nord al sud cambiano paesaggi, culture, cibi, tradizioni. Questa varietà è un valore per chi cerca esperienze ed emozioni”.

In quest’ottica, la rete delle marine consente di proporre veri e propri itinerari, trasformando il soggiorno nautico in un viaggio territoriale.

Cantieristica, servizi e formazione

Il legame con la cantieristica rappresenta un altro pilastro. Angelini, che è anche general manager di Navigo, ricorda come la Toscana si sia specializzata nella produzione di motor yacht e superyacht tra i 30 e i 70 metri, con una crescita significativa del comparto. “Oggi non si vende solo la barca, ma la vita della barca. Navigare, raggiungere mete, tornare e ripartire diventa parte dell’offerta”.

Servizi di refit, manutenzione, cambusa, servizi turistici e formazione concorrono a costruire un ecosistema integrato. Centrale il ruolo della formazione, con la scuola ISYL che prepara comandanti, costruttori e marina manager. “In dieci anni sono stati assunti oltre 800 ragazzi. Ogni anno se ne formano circa 200. È un meccanismo virtuoso per il cliente, per il territorio e per l’occupazione”.

A dare visibilità a questo network sarà anche la Tuscany Yachting Week dal 9 al 13 Marzo, appuntamento dedicato allo scambio tecnico e al business. “È un momento di confronto tra comandanti e imprese, ma anche un’occasione per parlare di innovazione, startup e nuove idee su cui investire”. Accanto al B2B, spazio agli open day della portualità toscana e a momenti dedicati alle radici storiche di un distretto che da due secoli produce eccellenza.

Il messaggio che emerge è chiaro: la nautica toscana non è solo industria o turismo, ma sistema territoriale. E le marine, sempre più, ne rappresentano la porta d’accesso.

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Tags: Nautica, Porti, Turismo e crociere

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