In audizione alla Commissione Trasporti della Camera, l’associazione presenta le proprie proposte sul disegno di legge: focus su governance, concessioni, investimenti e uniformità delle regole
ROMA – Assiterminal esprime un giudizio favorevole sugli obiettivi della riforma della governance portuale, ma chiede modifiche al disegno di legge che prevede l’istituzione della Porti d’Italia Spa, affinché il nuovo assetto garantisca maggiore efficienza senza compromettere l’autonomia delle Autorità di Sistema portuale e il rispetto delle regole di mercato. È quanto emerso nel corso dell’audizione davanti alla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, durante la quale il direttore di Assiterminal, Alessandro Ferrari, ha illustrato un position paper contenente l’analisi dell’associazione e una serie di proposte di modifica del provvedimento.

Secondo Assiterminal, la volontà del Governo di rafforzare il coordinamento nazionale del sistema portuale rappresenta un obiettivo condivisibile. L’associazione ritiene positivo il percorso volto a uniformare procedure, servizi e interpretazione delle norme nei diversi scali italiani, mantenendo però le competenze operative e le specificità territoriali delle singole Autorità di Sistema portuale.
Ferrari ha ricordato come il rafforzamento del coordinamento centrale, più volte richiamato dal viceministro Edoardo Rixi, possa contribuire a rendere il sistema portuale nazionale più competitivo anche sul piano internazionale e favorire nuovi investimenti strategici, compresa la possibilità per l’Italia di operare all’estero attraverso la nuova società pubblica.
L’associazione evidenzia tuttavia alcune criticità dell’attuale impianto normativo e del testo in discussione. In particolare, Assiterminal osserva che la legge portuale degli ultimi trent’anni non è mai stata pienamente attuata, richiamando il limitato funzionamento della Conferenza nazionale di coordinamento e il ridotto coinvolgimento delle associazioni maggiormente rappresentative nella programmazione degli investimenti strategici.
Per quanto riguarda il disegno di legge, Ferrari ha espresso dubbi sul ruolo attribuito alla futura Porti d’Italia Spa, chiedendosi se una stessa società possa contemporaneamente pianificare, progettare, realizzare opere infrastrutturali e gestire concessioni. Analoga perplessità riguarda il modello della cosiddetta “concessione duale”, ritenuto potenzialmente complesso sotto il profilo amministrativo e da verificare rispetto alla normativa europea sulla concorrenza, oltre che sul piano della sostenibilità economica.
Nel corso dell’audizione Assiterminal ha inoltre richiamato alcuni temi ritenuti prioritari per il settore, tra cui la necessità di chiarire definitivamente la disciplina dei canoni concessori, alla luce del contenzioso ancora aperto davanti al TAR Lazio, dopo la pronuncia favorevole ottenuta dall’associazione al Consiglio di Stato nel 2024. Tra le altre proposte figura anche l’uniformazione della disciplina relativa alle operazioni e ai servizi portuali, considerata uno strumento essenziale per offrire maggiore certezza agli investimenti delle imprese terminalistiche. Ferrari ha inoltre ribadito l’importanza di istituire il fondo per il prepensionamento dei lavoratori portuali, ritenendolo un passaggio fondamentale anche in vista del prossimo rinnovo del Contratto collettivo nazionale dei porti.
Sul piano operativo, Assiterminal propone una revisione del ruolo della futura Porti d’Italia Spa, limitandone l’attività principalmente alla realizzazione delle grandi infrastrutture e dei dragaggi, con il successivo trasferimento delle opere alle Autorità di Sistema portuale. L’associazione suggerisce inoltre che la società concentri i propri interventi sulle cosiddette “opere fredde” o, in alternativa, intervenga come partner finanziario nei progetti di partenariato pubblico-privato che le AdSp e gli operatori non riescano a sostenere integralmente.
Secondo Ferrari, una simile impostazione consentirebbe di mantenere una netta separazione tra le funzioni amministrative di concessione e le attività economiche, evitando possibili conflitti di ruolo e rafforzando la coerenza del nuovo modello di governance con gli obiettivi della riforma. Assiterminal ha infine annunciato che le osservazioni presentate in Parlamento saranno ulteriormente sviluppate attraverso proposte emendative e contributi che verranno trasmessi anche sulla piattaforma di consultazione attivata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
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