Il presidente Pacella lancia l’allarme
ROMA – Le imprese europee hanno ormai sviluppato negli ultimi anni una forte capacità di adattamento alle crisi internazionali, ma il protrarsi delle tensioni geopolitiche potrebbe mettere sotto pressione l’intero sistema logistico. È l’allarme lanciato da Mauro Pacella, presidente di Assoferr, l’associazione italiana dei detentori e utilizzatori di carri ferroviari, che evidenzia le possibili ricadute sul settore del trasporto merci su rotaia. Secondo Pacella, a partire dalla pandemia le imprese italiane ed europee hanno progressivamente rafforzato modelli organizzativi basati su flessibilità e resilienza per affrontare il susseguirsi delle crisi globali. Tuttavia l’attuale scenario, segnato da tensioni internazionali e dall’instabilità delle rotte commerciali, potrebbe spingere il sistema logistico verso una fase critica.

Tra le alternative che stanno emergendo nel panorama logistico figura anche la cosiddetta “military mobility”, ovvero il trasporto di materiale bellico, che potrebbe rappresentare una filiera alternativa per alcune imprese del settore. “Se però questa instabilità globale dovesse protrarsi nel tempo – avverte Pacella – potremmo arrivare a un punto di non ritorno”.
Il presidente di Assoferr sottolinea come il mercato stia già affrontando difficoltà concrete, con merci bloccate e una crescente preoccupazione per il calo dei volumi trasportati. A ciò si aggiunge l’incertezza legata alla situazione nello Stretto di Hormuz, uno snodo strategico per il commercio internazionale. “La durata del conflitto e l’eventuale chiusura dello stretto – spiega Pacella – rischiano di compromettere ulteriormente lo scenario globale. Il blocco, da solo, rende estremamente complesso l’intero sistema degli scambi tra est e ovest”. In caso di deviazione delle rotte commerciali verso percorsi alternativi, i tempi di viaggio potrebbero allungarsi di circa venti giorni. A questo si sommerebbero costi aggiuntivi legati al maggior consumo di carburante, ai premi assicurativi e ad altre spese operative, con aumenti complessivi che potrebbero superare il 50% rispetto ai livelli di base.
Di fronte a questo scenario, Assoferr torna a chiedere al Governo misure strutturali a sostegno della competitività del trasporto ferroviario merci. “Qualsiasi incentivo alla ferrovia – osserva Pacella – contribuisce a compensare le esternalità generate da altre modalità di trasporto”.
Per il presidente dell’associazione è inoltre necessario prendere atto che le crisi internazionali e le conseguenti tensioni sui mercati diventeranno sempre più una costante del sistema economico globale. Da qui la necessità di rafforzare un modello logistico fondato sull’intermodalità. “In questo sistema – conclude Pacella – la ferrovia deve coprire le tratte più lunghe, mentre l’autotrasporto deve garantire la terminalizzazione delle merci grazie alla sua flessibilità e capillarità. Un equilibrio che può funzionare solo se porti, interporti e industrie continuano ad alimentare il trasporto ferroviario merci”.
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