L’intervista a Marina Noè, presidente dal 2016
AUGUSTA – Marina Noè è presidente di Assoporto Augusta dal Novembre 2016. Quest’anno scadrà il suo terzo mandato, durante il quale si è occupata di diversi aspetti legati allo scalo siciliano e alle richieste degli operatori.
Prima di approdare nell’associazione l’attività principale di Marina Noè è stata quella di famiglia, il cantiere navale, società giunta oggi alla quinta generazione, costituita nel 1890 dal bisnonno Emanuele Noè.
Ecco cosa ci ha raccontato in più sull’associazione e sul suo ruolo.
Assoporto Augusta: perchè la necessità di un’associazione dedicata? Chi ne fa parte?
Assoporto Augusta è un’associazione senza scopo di lucro costituita nel 2007 per volontà di diversi operatori economici operanti nel porto di Augusta. Il suo scopo sociale è sempre stato quello di vigilare e promuovere lo sviluppo del porto.
Oggi conta 20 associati che spaziano in diversi settori.
Quali sono oggi le istanze portate avanti?
Abbiamo nel tempo insistito affinché le diverse realtà territoriali che compongono il nostro sistema portuale si specializzassero in modo da essere complementari e non in competizione gli uni con gli altri, e finalmente, questa sembra essere divenuta una realtà. Oggi il nostro interesse è quello di avere un porto con servizi efficienti, di infrastrutture capaci di attrarre nuovi investimenti nella consapevolezza che presto si chiuderà l’era del petrolio.
Il mondo dei porti e dello shipping lascia spazio alle donne?
Il nostro mondo, il mio in particolare, non è stato rappresentato negli anni passati dalle donne e lo shipping, in particolare, certo non brilla per una presenza importante del genere femminile, ma le cose stanno cambiando anche grazie al mondo delle associazioni.
Assoporto Augusta conta tra i propri associati diverse figure femminili e da poco abbiamo ospitato l’associazione femminile Wista Italia.
Cosa può dirci da questo punto di vista rispetto alla vostra realtà?
La parità di genere serve ed è servita per dare l’opportunità alle donne di svolgere funzioni e mestieri cui non avrebbero avuto accesso perché normalmente svolti dagli uomini, ma soprattutto per dimostrare a questi ultimi che si può lavorare insieme e che ci si può completare.
Questo nuovo “giro” di nomine di presidenti di AdSp ha lasciato fuori le donne…
Questa è una di quelle funzioni che non hanno visto la partecipazione delle donne, forse per i requisiti richiesti dalla 84/94 o forse perché non si è ancora aperta questa opportunità. Ma ciò è certamente un fatto negativo.
Parlando del vostro porto, quali sono le maggiori problematiche?
Siamo stati in notevole ritardo rispetto alla logistica e all’armamento in genere. Servono porti efficienti con servizi e infrastrutture da poter utilizzare per i trasporti in nave di uomini e cose.
A me tuttavia piace vedere le opportunità che si potranno creare nel nostro territorio, più navi solcheranno i nostri porti, più servizi si renderanno necessari e si attiverà un processo economico virtuoso.
Lo spostamento del traffico container per il cluster portuale cosa ha significato?
Lo spostamento del traffico container, per così come è oggi, non rappresenta un vero e proprio volano economico, ma se pensiamo alle tante nuove opportunità che si creeranno a Catania a favore del settore crociere per effetto di questo spostamento, e se pensiamo che si potrà migliorare anche il sistema di logistica nel porto di Augusta, allora sarà facile valutare gli effetti positivi di questa scelta.
Cosa vi aspettate per il futuro?
Augusta grazie ai tanti investimenti pubblici e privati si candida ad essere uno dei porti più dinamici, capace di attrarre investimenti in settori energetici alternativi ai tradizionali: è iniziata ad Augusta la nuova era della transizione energetica.
Augusta infatti si candida a diventare hub strategico per eolico off-shore, cosa vi aspetta e che risvolti potrebbe avere in termini occupazionali ed economici?
Come dicevo il settore dell’eolico off-shore rappresenta per Augusta una svolta costruttiva. Migliaia saranno i nuovi posti di lavoro che, in parte, potranno assorbire quelli che si perderanno nei settori tradizionali ma con un saldo fortemente positivo.
Potremmo dire che parte un nuovo eco-piano Mattei, con una consapevolezza diversa dal passato.
Potranno essere fatte scelte importanti che porteranno ricchezza a tutta la nostra isola e all’Italia intera.
Come negli anni ’60 il nostro territorio rappresentò sviluppo e ricchezza per l’Italia, anche i prossimi anni, se la politica non commetterà errori, saranno anni d’oro. Attrarremo capitali internazionali, ma anche il tessuto imprenditoriale locale crescerà come sempre ha fatto.
Se il Ponte sullo Stretto di Messina sarà costruito si completerà il corridoio della rete Ten-T, ci saranno modifiche per la logistica europea. Non bisogna avere paura dei cambiamenti, delle interazioni con altri popoli ed imprenditori perché rappresentano momenti di crescita, stimoli importanti, oserei dire sfide affascinanti.
La Sicilia orientale potrebbe puntare maggiormente sull’energia rinnovabile in generale?
Certamente sì, le industrie siciliane e quelle del territorio siracusano in particolare, hanno prodotto carburanti ed energia per quasi tutto il nostro paese ed oggi le stesse imprese si accingono a cambiare i propri prodotti per assicurare e accompagnare l’Italia nel processo di cambiamento, spaziando dall’eolico di Augusta al fotovoltaico di Catania.
La sfida è aperta.
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