L’area di Erzelli 2 candidata a ospitare il nuovo hub logistico multipiano. Ma resta aperto il confronto sulle aree ex Ilva di Cornigliano
GENOVA – Dopo anni di proposte e rinvii, il progetto per un nuovo Autoparco di Genova si avvicina alla fase concreta. Secondo quanto riportano i media locali, l’Autorità di Sistema portuale del Mar Ligure Occidentale avrebbe infatti sciolto positivamente le ultime riserve sull’intervento, aprendo la strada ai tavoli tecnici che dovranno definirne caratteristiche e modalità di inserimento nel nuovo Piano regolatore portuale, il cui iter è previsto entro il 2027. La proposta, sostenuta dall’Osservatorio Trasporti di Genova e dalle associazioni dell’autotrasporto, nasce dall’esigenza di affrontare una delle criticità storiche dello scalo: la carenza di spazi organizzati per la sosta dei mezzi pesanti e per l’accoglienza degli autotrasportatori. L’obiettivo è creare un punto di raccolta e gestione dei flussi capace di ridurre la pressione dei camion sulla viabilità portuale e urbana.

L’ipotesi progettuale individua nell’area del terminal Erzelli 2, destinata a liberarsi entro la fine dell’anno, il sito per la realizzazione dell’infrastruttura. La stessa area sarebbe già stata individuata con una funzione di autoparco nell’ambito del progetto 3121. Il piano prevede non un semplice parcheggio, ma un polo logistico modulare e tecnologico, inizialmente con oltre 360 stalli per veicoli pesanti su una superficie superiore ai 30 mila metri quadrati. La struttura potrebbe essere sviluppata su più livelli, aumentando la capacità senza una corrispondente crescita del consumo di suolo, e sarebbe predisposta per successive estensioni anche verso le aree circostanti.
Tra le dotazioni ipotizzate figurano spazi e servizi per gli autotrasportatori, locali per la gestione della struttura, un’officina e un distributore di carburante. Il progetto comprende inoltre una copertura destinata a impianti fotovoltaici e soluzioni costruttive leggere e prefabbricate, con l’obiettivo di contenere l’impatto ambientale e idrogeologico.
Un ruolo importante dovrebbe essere affidato anche alla tecnologia, attraverso sistemi digitali per la gestione e il monitoraggio degli accessi e dei movimenti dei camion. L’intento è rendere più ordinati i flussi diretti al porto, riducendo attese, congestione ed emissioni e migliorando al tempo stesso le condizioni di sicurezza.
La collocazione assume particolare rilevanza anche in relazione al corridoio europeo Reno-Alpi, rafforzando la funzione logistica dell’area genovese nel sistema dei collegamenti transeuropei.

Il possibile avvio del progetto non mette però fine al confronto sulla localizzazione dell’autoparco. Una parte del mondo dell’autotrasporto ha infatti rilanciato l’ipotesi di utilizzare una superficie di circa 100 mila metri quadrati nelle aree ex Ilva di Cornigliano, in prossimità del varco di Ponente. La soluzione viene invece considerata dai promotori dell’ipotesi Erzelli 2 difficilmente realizzabile in tempi brevi, a causa delle procedure necessarie per acquisizione, bonifica e restituzione delle aree. Il rischio, secondo questa posizione, sarebbe quello di prolungare ulteriormente i tempi per dare una risposta alla carenza di spazi destinati ai camion.
Anche sull’eventuale utilizzo dei 100 milioni di euro previsti dall’accordo transattivo del 2021 tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Autostrade per l’Italia resta il confronto. Le associazioni favorevoli al progetto di Erzelli 2 sostengono che tali risorse siano legate, nell’ambito del Piano economico finanziario della concessionaria, a interventi infrastrutturali nel Ponente, tra cui lo svincolo di Pegli e il collegamento con la strada Guido Rossa. La proposta non escluderebbe comunque una futura crescita verso le aree limitrofe. Un eventuale ampliamento potrebbe essere valutato progressivamente, in funzione della pianificazione delle ex aree industriali e dell’evoluzione dei traffici portuali, anche alla luce della nuova diga foranea.
. Ora saranno i tavoli tecnici e il nuovo Piano regolatore portuale a definire dimensioni definitive, tempi e iter autorizzativo dell’opera, chiamata a rispondere a una delle principali esigenze logistiche del porto di Genova.
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