Protesta contro il caro carburanti e l’assenza di risposte istituzionali. Longo: “Crisi senza precedenti, settore al collasso”
ROMA – Trasportounito conferma il fermo nazionale dell’autotrasporto: i camion si fermeranno per cinque giorni, a partire dalla mezzanotte di lunedì 20 fino al 24 Aprile. Una decisione che arriva in un contesto di forte tensione per il settore, alle prese con l’impennata dei costi energetici e, in particolare, del carburante. Secondo l’organizzazione, l’aumento dei prezzi ha innescato una crisi definita “di gravità senza precedenti”, mettendo in seria difficoltà migliaia di imprese di autotrasporto.

Il segretario generale Maurizio Longo denuncia una situazione ormai insostenibile, aggravata – a suo dire – dall’assenza di interventi concreti da parte delle istituzioni e del ministero competente.
Nel mirino anche l’atteggiamento della Commissione di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali, accusata di aver tentato ripetutamente di ostacolare la mobilitazione. Un intervento che Trasportounito giudica paradossale, a fronte di un comparto che si considera ormai “soffocato dai debiti” e avviato verso un progressivo deterioramento economico.
Il fermo rischia di avere ripercussioni significative sulla logistica nazionale, con possibili rallentamenti nelle catene di approvvigionamento e nella distribuzione delle merci su tutto il territorio. Il settore attende ora segnali concreti dal Governo per scongiurare un ulteriore aggravarsi della crisi.
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