Bagnoli ritrova il mare: via il pontile ex Italsider per l’America’s Cup

Avviata la demolizione del pontile ex Italsider: bonifiche, logistica via mare e nuovo waterfront per Bagnoli in vista dell’America’s Cup.

NAPOLI – apre il cantiere che segna l’inizio della nuova stagione di Bagnoli. È partita la demolizione del pontile centrale dell’ex Italsider: un simbolo ingombrante del passato industriale che, per decenni, ha interdetto la piena fruizione del litorale flegreo. La prima struttura ad essere rimossa è la Sala Pompe, un grande cassone in cemento armato collocato a oltre trecento metri dalla battigia. I lavori, affidati a un raggruppamento internazionale guidato da DEME insieme a Savarese Costruzioni e Iterga Costruzioni Generali, proseguiranno senza interruzioni fino alla fine di febbraio.

Questo intervento – inizialmente previsto tra il 2028 e il 2029 – viene anticipato di oltre due anni per consentire alla 38ª America’s Cup di trovare a Bagnoli un campo di regata totalmente libero. Terminata la competizione, lo specchio d’acqua resterà a disposizione della città come nuova accessibilità al mare.

Manfredi: “Tempi certi, mare restituito ai cittadini”

Il sindaco di Napoli e commissario straordinario per Bagnoli, Gaetano Manfredi, conferma l’obiettivo: “Abbiamo un cantiere pienamente operativo, più di duecento lavoratori impegnati ogni giorno. Rispetteremo il cronoprogramma”. Per evitare congestione sulla viabilità urbana, tutte le attrezzature vengono movimentate via mare, in collaborazione con il porto di Napoli: un accorgimento che riduce impatti e costi logistici.

La sicurezza ambientale resta un punto centrale. L’area marina antistante verrà messa in sicurezza con un intervento di capping a protezione della cosiddetta colmata, un accumulo storico di materiali di riporto, in gran parte stabilizzati e giudicati “quasi totalmente inerti” dalle autorità tecniche. “Rimuoverla completamente sarebbe stato impossibile – spiega Manfredi – parliamo di un milione e mezzo di metri cubi”.

L’investimento pubblico per la rigenerazione

Il risanamento di Bagnoli è uno dei programmi pubblici di rigenerazione urbana più complessi d’Italia: circa 1,7 miliardi di euro tra bonifiche, infrastrutture e opere di ricomposizione territoriale. Circa un miliardo sarà destinato alla messa in sicurezza di suoli e fondali; 270 milioni finanzieranno nuove infrastrutture primarie; 430 milioni riguarderanno interventi di riqualificazione, edilizia pubblica e aree verdi. A queste risorse si aggiungeranno i capitali privati collegati ai futuri sviluppi economici del waterfront.

Una piattaforma per la Coppa America e per il futuro

Nel 2026 la nuova piattaforma di 20 ettari sull’area della colmata ospiterà gli allestimenti temporanei dei team velici. La rimozione delle strutture sportive restituirà alla città un lungomare accessibile e multifunzionale. Solo dopo la competizione verrà completato l’ultimo trattamento dei fondali per riaprire la balneabilità.

Restano tuttavia sul tavolo nodi urbanistici delicati, in particolare il destino di Borgo Coroglio. Il Comune lavora a una proposta che consenta a residenti e locatari di trovare soluzioni abitative dignitose, con indennizzi e canoni calmierati, per non sacrificare il diritto alla continuità sociale del quartiere.

Una trasformazione che guarda al mare

Il fronte del mare è il primo tassello del mosaico: procedono in parallelo la demolizione delle ultime strutture industriali nel futuro Parco urbano e le indagini ambientali nel Parco dello Sport, seppur con alcune complessità tecniche emerse negli ultimi mesi. Intanto si definisce il nuovo Piano delle Infrastrutture: rete idrica potenziata, condotta sottomarina, nuovo collettore, una viabilità interna con servizi interrati e una pista ciclabile ad anello. Tra le novità, una nuova fermata della Linea 2 della metropolitana a servizio del sito.

Una mappa nuova per la Napoli del mare

Tra accelerazioni, rallentamenti e inevitabili tensioni politiche, oggi Bagnoli si trova davanti a un tornante storico: trasformare una ferita industriale in un waterfront pubblico e produttivo, riconnettendo la città al suo mare. L’America’s Cup è il detonatore di questa urgenza. La partita vera, però, inizierà dopo le regate: quando il litorale dovrà diventare davvero uno spazio vissuto dai napoletani.

“Dopo anni di promesse mancate – conclude Manfredi – questa volta si fa sul serio. Napoli manterrà i suoi impegni”.

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Tags: Economia, Porti

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