L’intelligenza artificiale rivoluziona anche il lavoro portuale: servono strumenti, formazione e velocità di adattamento. Il ruolo centrale della sicurezza.
LIVORNO – Il lavoro portuale non è più solo una questione di banchine e container. Oggi le sfide si chiamano digitalizzazione, sostenibilità e intelligenza artificiale, e impongono una trasformazione profonda non solo degli strumenti, ma anche della cultura del lavoro. A delineare lo scenario è Francesco Beltrano, segretario generale di Fise Uniport, intervistato in occasione del convegno internazionale “Intelligenza artificiale e automazione nei porti europei: sfide, opportunità e diritti delle lavoratrici e dei lavoratori”, promosso dalla Filt-Cgil nazionale in collaborazione con la Filt-Cgil Livorno.
“Non parlerei di problemi nel lavoro portuale – ha spiegato Beltrano – quanto piuttosto della necessità di accompagnare le trasformazioni in corso. Serve rendere il lavoro più flessibile e rispondere alle istanze legate allo sviluppo tecnologico e alle sfide ambientali”.
Uno dei nodi centrali è l’impatto dell’intelligenza artificiale sulle dinamiche operative dei porti: “Non riguarda solo il personale operativo – chiarisce Beltrano – ma anche il management e gli impiegati. È un cambiamento che richiede un’evoluzione culturale e organizzativa, e anche un supporto concreto da parte delle istituzioni”.

Un esempio citato da Beltrano riguarda il PNRR, che, nonostante la sua importanza strategica, dedica poco spazio all’intelligenza artificiale in relazione al mondo delle imprese e del lavoro. “Questo dimostra quanto sia veloce il cambiamento tecnologico rispetto ai tempi delle politiche pubbliche. La vita lavorativa ha un ritmo più lento, e serve colmare questo divario con strumenti adeguati e risorse”.
Non manca un passaggio sugli investimenti già avviati nel settore: “Nel recente rinnovo contrattuale – sottolinea – abbiamo rafforzato istituti come l’Ente Bilaterale Nazionale, proprio per offrire più strumenti in tema di sicurezza, welfare e nuove tecnologie”.
E proprio sulla sicurezza Beltrano chiude con fermezza: “Per Uniport è un valore fondamentale. L’intelligenza artificiale, ad esempio attraverso i sistemi di rilevamento con telecamere, può fare molto per prevenire incidenti e tutelare i lavoratori. Le nostre imprese ci credono e stanno lavorando concretamente in questa direzione”.
Una visione chiara, quella di Fise Uniport, che guarda al futuro del lavoro portuale come a un sistema in rapida evoluzione, dove tecnologia, competenze e tutela della persona devono marciare insieme.
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