All’assemblea di Spediporto, il presidente della Regione Liguria rilancia la centralità del sistema integrato e del Piano Mattei
GENOVA – Intervenendo sul palco del dibattito organizzato in occasione dell’assemblea di Spediporto a Genova, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci ha delineato una visione fortemente orientata all’integrazione tra infrastrutture, logistica e filiere produttive, sottolineando come lo sviluppo infrastrutturale debba essere guidato dalle esigenze del sistema economico e non viceversa. “La strategia delle infrastrutture è fondamentale, ma sopra c’è la strategia del sistema integrato”, ha spiegato Bucci, evidenziando che la pianificazione deve partire dalle catene del valore: dalla materia prima alla trasformazione industriale, fino alla distribuzione finale. In questo schema, infrastrutture porto, ferroviarie e logistiche diventano strumenti funzionali a un unico obiettivo: la competitività delle filiere produttive.
Il presidente ha richiamato la necessità di un sistema coerente e interconnesso, capace di evitare la frammentazione degli investimenti. Porti, ferrovie e collegamenti terrestri devono essere progettati come elementi di una stessa catena logistica. In questo contesto ha citato alcuni interventi strategici per il Nord-Ovest, come l’adeguamento dei porti alle nuove dimensioni delle navi e il potenziamento delle connessioni ferroviarie, fondamentali per sostenere il traffico merci verso l’Europa.

Secondo Bucci, il rischio principale è quello di realizzare infrastrutture isolate, non integrate tra loro. “Se non pensiamo alla filiera, costruiamo isole che non si parlano”, ha sintetizzato, indicando invece nella soddisfazione del cliente finale l’obiettivo ultimo dell’intero sistema logistico.
Il presidente della Regione ha poi allargato lo sguardo alle trasformazioni geopolitiche in corso nel Mediterraneo, sottolineando come il cambiamento degli equilibri tra Gibilterra e lo Stretto di Hormuz stia ridisegnando flussi e opportunità. Se da un lato emergono criticità, dall’altro si aprono nuovi scenari di sviluppo.
Tra gli esempi citati, la crescente centralità del Mediterraneo nelle rotte crocieristiche, con uno spostamento dei traffici dal Medio Oriente verso il bacino europeo, e il rafforzamento dei collegamenti con il Nord Africa, oggi sempre più rilevanti sia per il commercio sia per le infrastrutture digitali. Anche il traffico dati attraverso i cavi sottomarini, ha osservato, è in forte crescita e rappresenta una nuova frontiera strategica per l’interconnessione globale.
In questo quadro si inserisce il Piano Mattei, indicato da Bucci come uno strumento di visione prospettica per rafforzare i rapporti con il continente africano e consolidare il ruolo dell’Italia nei nuovi equilibri logistici ed energetici. Una strategia che, ha sottolineato, assume un valore centrale anche per il sistema portuale e infrastrutturale nazionale.
Il messaggio complessivo emerso dall’intervento è quello di una fase di trasformazione profonda: il Mediterraneo cambia funzione e centralità, e proprio questa evoluzione, secondo Bucci, può diventare un’opportunità decisiva per il sistema logistico italiano, a condizione che infrastrutture e filiere vengano progettate come parti di un unico disegno strategico.
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