Capacità ferroviaria, l’ART chiarisce la proposta di delibera

“Nessun taglio ai servizi pubblici, priorità a pendolari e mobilità collettiva”

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TORINO – L’Autorità di regolazione dei trasporti interviene per fare chiarezza sulla proposta di delibera n. 49/2026, attualmente sottoposta a consultazione pubblica, dopo le interpretazioni e le preoccupazioni emerse nelle ultime settimane attraverso dichiarazioni riportate dalla stampa e alcune interrogazioni parlamentari. Con una nota diffusa il 12 Giugno, l‘Autorità ha precisato che il provvedimento nasce dall’esigenza di gestire in modo più efficace la crescente saturazione di alcune tratte della rete ferroviaria nazionale, garantendo un accesso all’infrastruttura trasparente, ordinato e non discriminatorio per tutti gli operatori.

Secondo l’ART, l’obiettivo della nuova regolazione è assicurare che la limitata capacità disponibile venga utilizzata nel modo più efficiente possibile, evitando che la domanda di determinati servizi possa impedire l’accesso alla rete ad altri collegamenti ugualmente necessari. L’Autorità ha ribadito che la proposta non prevede alcuna riduzione delle tutele per i servizi pubblici ferroviari, sia regionali sia di lunga percorrenza, che continuano a rappresentare una priorità del sistema in quanto rispondono a esigenze fondamentali di mobilità collettiva.

ART autorità regolazione dei trasporti

Uno dei punti maggiormente discussi riguarda la variazione della quota di capacità riservata negli Accordi Quadro, che passerebbe dall’85% al 70%. Su questo aspetto l’ART precisa che non si tratta di una riduzione programmata dei servizi ferroviari pubblici. La soglia individuata ha esclusivamente una funzione tecnica e trova applicazione soltanto nei casi in cui la domanda complessiva di tracce ferroviarie superi la capacità effettivamente disponibile della rete. In tali situazioni, spiegano dall’Autorità, diventa necessario definire criteri di assegnazione tra richieste incompatibili tra loro, con l’obiettivo di garantire il maggior numero possibile di servizi e ridurre il rischio di esclusione di collegamenti essenziali.

L’ART sottolinea inoltre che la nuova disciplina non introduce alcuna contrapposizione tra servizi pubblici e servizi operati in regime di mercato. I criteri di assegnazione della capacità si basano infatti su parametri oggettivi, legati alla tipologia del servizio e alle caratteristiche tecniche delle infrastrutture, al fine di garantire un equilibrio tra tutte le categorie di operatori.

Tra i chiarimenti forniti dall’Autorità figura anche quello relativo all’utilizzo della linea Direttissima. Viene esclusa qualsiasi ipotesi di aumento della velocità minima richiesta per l’accesso alla linea da 200 a 250 km/h. Una proposta che era stata avanzata in passato dal gestore dell’infrastruttura, ma che l’ART ha deciso di non recepire proprio per evitare possibili effetti penalizzanti nei confronti dei servizi regionali e di quelli svolti nell’ambito degli obblighi di servizio pubblico. La conferma della soglia dei 200 km/h rende inoltre pienamente coerenti gli investimenti effettuati dalle Regioni negli ultimi anni per l’acquisto di materiale rotabile progettato per operare a tale velocità.

L’Autorità rassicura anche sul fronte della programmazione dei servizi ferroviari regionali. Le amministrazioni regionali continueranno infatti a poter pianificare l’offerta su base pluriennale e ad incrementarla nella fase annuale di assegnazione della capacità, compatibilmente con la disponibilità effettiva della rete. Particolare attenzione viene riservata ai servizi utilizzati quotidianamente dai pendolari. L’ART evidenzia come la programmazione dovrà continuare a tenere conto della domanda reale di mobilità e della funzione sociale svolta dai collegamenti ferroviari, soprattutto nelle aree a maggiore densità di traffico.

L’obiettivo finale della riforma resta quello di massimizzare l’offerta complessiva di trasporto ferroviario, migliorando l’efficienza nell’utilizzo dell’infrastruttura e garantendo benefici concreti per gli utenti e per la qualità del servizio.

In conclusione, l’Autorità di regolazione dei trasporti ha invitato Regioni, operatori e tutti gli stakeholder interessati a partecipare attivamente alla consultazione pubblica in corso, presentando osservazioni e contributi utili alla definizione del provvedimento finale.

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Tags: Trasporti
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