I dati sono quelli dell’ultimo Weekly Oil Bulletin della Commissione europea, che monitora le variazioni dei prezzi medi settimanali nei Paesi UE.
ROMA – A quasi un mese dall’inizio delle guerra del Golfo, che ha pesantemente inciso sull’andamento dei mercati energetici internazionali, l’Italia sembra registrare la crescita più contenuta dei prezzi dei carburanti tra i principali Paesi europei.
Non solo: i prezzi medi di benzina e gasolio risultano inferiori rispetto alle grandi economie industriali dell’Unione europea, Francia e Germania.
I dati sono quelli dell’ultimo Weekly Oil Bulletin della Commissione europea, che monitora le variazioni dei prezzi medi settimanali nei Paesi Ue.
Nel confronto con i principali grandi Paesi europei, il prezzo della benzina in Italia è aumentato nell’ultimo mese del 7,5%, meno della metà rispetto a Francia (+15,4%) e Spagna (+17,8%) e meno della Germania (+13,8%).
Analoga dinamica per il gasolio: l’incremento in Italia è stato del +18,9%, significativamente inferiore rispetto agli altri grandi Paesi europei (Spagna +32,3%, Francia +27,8%, Germania +22,9%).
Nella settimana del 23 Marzo ad esempio, il prezzo medio in Italia è stato pari a 1,779 €/l per la benzina e 2,023 €/l per il gasolio, contro 1,973 €/l per la benzina e 2,109 €/l per il gasolio in Francia e 2,075 €/l per la benzina e 2,130 €/l per il gasolio in Germania.
Il Governo italiano, lo ricordiamo, ha introdotto un intervento temporaneo e emergenziale per far fronte al caro carburanti a metà Marzo.
Il provvedimento si articola in un decreto legge e un decreto interministeriale, recanti disposizioni volte a ridurre, per un periodo di venti giorni a decorrere dal 19 Marzo, la tassazione su gasolio, benzina e GPL. Come effetto del provvedimento si prevede una riduzione del prezzo di 25 centesimi al litro per gasolio e benzina e di 12 centesimi al chilo per il GPL.
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