Cargo claims: criteri tecnico-decisionali tra settlement ed escalation

Riccardo Ricci, Head of Claims PCA Spa Consultive Broker analizza la questione

Cargo claims

LIVORNO – Un nuovo contributo nella rubrica del Messaggero Marittimo “Scenari di Rischio”, a cura di Gavio Global Risk Solutions, che affronta con Riccardo Ricci, Head of Claims PCA Spa Consultive Broker la gestione dei sinistri nel trasporto merci, uno dei momenti più critici dell’intera catena logistica.

Un danneggiamento, uno smarrimento o un furto non incidono solo sul valore economico della merce, ma possono generare effetti ben più ampi: ritardi produttivi, perdita di clienti, tensioni commerciali e contenziosi complessi.
In questo contesto, decidere come agire conta frequentemente più dei soli profili di responsabilità.

Secondo un approccio sempre più diffuso tra i Claims Handler specializzati, la scelta tra trattare, recuperare o escalare un sinistro non è primariamente giuridica, bensì economico-strategica.
L’impianto giuridico-normativo resta lo strumento fondamentale, ma va analizzato in funzione di tempi, costi e probabilità di recupero effettivo.

La logica delle tre opzioni

  1. La trattativa punta a chiudere rapidamente il sinistro, riducendo i costi indiretti e il rischio di un contenzioso lungo e incerto: rappresenta l’opzione più efficiente nei sinistri low–medium value o caratterizzati da elevata frizione probatoria, spesso con prova debole o incompleta (ad esempio riserva tardiva, documentazione fotografica insufficiente, nesso causale controverso…) o quando è prioritario preservare un rapporto commerciale strategico.

In questi scenari, incassare subito una percentuale significativa del danno può risultare conveniente, soprattutto quando il vettore responsabile è partner ricorrente.

  1. Il recupero strutturato entra in gioco quando la responsabilità del vettore o dello spedizioniere è chiara e ben documentata: riserva tempestiva, dossier documentale completo e tracciabilità dell’evento sono elementi chiave.

In un contesto simile l’obiettivo è massimizzare il recupero economico netto, attraverso l’azione assicurativa o la surroga, tenendo conto della solvibilità della controparte e dei limiti di responsabilità previsti dalle convenzioni internazionali (CMR, Hague-Visby, Montreal), della presenza di copertura RC vettoriale o P&I Club attivo e rapporto costi/benefici favorevole. Il recupero diventa razionalmente preferibile nei sinistri high value e quando esistono presupposti giuridici e probatori solidi.

  1. L’escalation, infine, va oltre il singolo sinistro. Rappresenta una scelta strategica, più che liquidatoria: l’obiettivo non è solo il ristoro del danno, ma la tutela di una posizione di lungo periodo. E’ soluzione efficace quando emergono prassi sistematicamente scorrette o clausole potenzialmente vessatorie, quando il sinistro ha impatto sistemico, coinvolgendo lo stesso operatore in eventi ripetuti, quando si configurano colpa grave o dolo (ad esempio per carenze di custodia o violazioni di sicurezza) o quando entrano in gioco profili reputazionali, audit assicurativi o contesti di procurement internazionale. L’escalation implica tempi più lunghi e costi maggiori (a riguardo potrebbe essere premiante essere dotati di copertura assicurativa delle spese legali), ma può essere decisiva in ottica di lungo periodo, soprattutto con clienti corporate o in ambito di tender e audit assicurativi.

Decidere con metodo

Un errore ancora frequente è basare le decisioni esclusivamente sulla “ragione” giuridica.
I professionisti più strutturati adottano invece metriche come il Net Expected Recovery (NER), che combina importo del danno, probabilità di successo, costi legali e costo del tempo.

In altre parole: quanto recupero davvero, quanto mi costa e quando!

Nella prassi operativa i claims handler più strutturati classificano i sinistri entro 10 giorni, li suddividono per cluster di valore, rischio e complessità omogenei e applicano strategie differenziate: l’obiettivo è chiaro, scegliere se chiusura rapida per i casi a basso valore e alta complessità, promuovere azione mirata solo dove il ritorno atteso giustifica l’effort.

 Dal caso singolo al processo aziendale

La gestione dei cargo claims si sta così evolvendo da reazione emergenziale a processo strutturato, finalizzato a proteggere valore economico, relazioni commerciali e posizionamento strategico; questo approccio consente di superare una visione reattiva del sinistro a favore di una gestione attiva del rischio, integrata con assicurazione, procurement e governance contrattuale.

Cargo claims
Riccardo Ricci, Head of Claims PCA Spa Consultive Broker

Nel contesto attuale, caratterizzato da supply chain complesse e margini sempre più sottili, la gestione dei cargo claims richiede competenze tecniche, visione economica e disciplina decisionale.

Sapere quando trattare, quando recuperare e quando escalare non è solo una buona pratica di claims handling, ma un vero fattore competitivo.

Gavio Global Risk Solutions supporta in caso di sinistro le imprese di trasporto e logistica mettendo a disposizione un Team dedicato di professionisti del settore.

Il nostro Claims Handling Department, in caso di danno subito dalle merci trasportate, fornisce la massima assistenza tecnica e giuridica ai propri clienti, attraverso un protocollo operativo consolidato e soluzioni innovative, per ottenere un risarcimento celere ed equo.

TI SEI PERSO LA PRECEDENTE PUNTATA DELLA RUBRICA, LEGGILA QUI:

L’assicurazione delle merci: essenziale (anche) nel trasporto marittimo

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Tags: Editoriali, Shipping, Trasporti
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