Il presidente De Ruvo: “Le misure sulle accise non aiutano l’autotrasporto. Servono interventi immediati e riforme strutturali”
ROMA – Il rincaro dei carburanti torna a mettere sotto pressione l’intera filiera logistica italiana, con il rischio concreto di un blocco che andrebbe ben oltre il solo comparto dell’autotrasporto. A lanciare l’allarme è Carlo De Ruvo, presidente di Confetra, che evidenzia come l’attuale crisi energetica stia colpendo in modo trasversale tutte le modalità di trasporto, dal terrestre al marittimo fino all’aereo. “Il vero rischio oggi non è solo il fermo dei camion – afferma De Ruvo – ma il blocco dell’intera logistica delle merci, con effetti diretti sul sistema produttivo e sui consumatori”. Al centro delle critiche, le recenti misure sulle accise: la riduzione di 20 centesimi, secondo Confetra, si traduce in un intervento inefficace per il settore. Il taglio, infatti, comporta una riduzione equivalente del credito d’imposta di cui beneficiano le imprese di autotrasporto, annullando di fatto ogni vantaggio.
A pesare ulteriormente è la forte volatilità del prezzo del gasolio, tornato a superare la soglia dei 2 euro al litro anche a causa delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Un incremento che, secondo la Confederazione, incide per circa l’8% sui costi operativi delle imprese logistiche. A questo si aggiungono i rincari dell’energia elettrica, aggravando un quadro già critico per la sostenibilità economica del settore.

Confetra riconosce come positivo il recente confronto avviato presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ma chiede misure tempestive e incisive. Tra le principali richieste, l’invarianza del credito d’imposta sulle accise con possibilità di compensazione immediata e l’approvazione rapida di un decreto interministeriale che introduca un credito d’imposta adeguato per compensare gli extracosti del carburante.
Guardando al medio-lungo periodo, De Ruvo individua nello sviluppo dell’intermodalità strada-rotaia una possibile risposta strutturale. Tuttavia, anche il trasporto ferroviario sconta oggi limiti significativi: la rete è fortemente condizionata dalla presenza di numerosi cantieri legati agli investimenti del PNRR, che se da un lato rappresentano un’opportunità di potenziamento infrastrutturale, dall’altro riducono temporaneamente affidabilità e capacità operativa. “I cantieri sono necessari – sottolinea De Ruvo – ma oggi limitano la funzionalità del sistema, rendendo spesso impraticabile l’alternativa ferroviaria”. Da qui l’esigenza di intervenire sui colli di bottiglia e migliorare l’integrazione tra le diverse modalità di trasporto.
Per Confetra, la sfida è trasformare una fase critica in un’occasione di riorganizzazione del sistema logistico nazionale, ma la condizione imprescindibile resta un intervento rapido per evitare ripercussioni sull’intera economia.
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