CNA: “Cantieristica nautica a Livorno, settore strategico da tutelare”

Dario Talini, direttore generale, chiede di aprire un tavolo di confronto allargato anche al Prefetto

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LIVORNO – Negli ultimi mesi, il dibattito sul futuro della cantieristica nautica a Livorno si è acceso, con particolare attenzione alla necessità di spazi adeguati per il settore delle piccole e medie imprese. CNA Livorno già nelle scorse settimane aveva evidenziato come, nel processo di ri-assegnazione delle concessioni di alcune aree portuali destinate ai cantieri navali storici e a una grande realtà come Azimut Benetti, gli spazi riservati ai primi risultino insufficienti per garantire un’ulteriore crescita di aziende che occupano ad oggi centinaia di lavoratori. L’AdSp ha infatti avviato bandi di gara per l’assegnazione di spazi (con concessioni in scadenza a metà 2026), ma esiste il rischio che alcune di queste imprese vengano estromesse, privando Livorno di un’opportunità di sviluppo nel settore nautico e delle riparazioni. Dario Talini, direttore generale, spiega quindi le ragioni di questa crescente preoccupazione e le azioni intraprese per tutelare il comparto, includendo riparazioni e refitting.

Una disponibilità di aree che resta limitata rispetto al potenziale della nautica. La situazione si è poi aggravata dai contrasti emersi tra il nuovo concessionario (una ATI composta da Gestione Bacini Spa e Fratelli Neri, già impegnata con alcune commesse ma impossibilitata a divenire concretamente operativa) e i precedenti beneficiari (Romoli e Cantieri Montano, che in teoria avrebbero dovuto già liberare gli spazi dallo scorso primo ottobre), generando ricorsi e incertezze che bloccano investimenti e commesse. “Ci troviamo in una situazione paradossale, in cui aziende storiche della nautica si contendono “fazzoletti” di terra e porzioni di banchine, mentre avrebbero possibilità di sviluppo sia nei mercati in cui già operano, sia su quello dei superyacht oltre i 40 metri. Adesso siamo in una impasse (…) con tutte le imprese esistenti nel settore in fibrillazione per il proprio futuro, con nuove commesse che saltano, lavorazioni da terminare, investimenti fatti in strutture da mettere a reddito e piani di investimento da attuare: un caos che scontenta tutti ed impedisce lo sviluppo – si legge nell’ultimo comunicato sula questione – (…) Possono il porto e l’economia livornese permettersi di perdere le competenze delle imprese, i mercati attualmente ben presidiati in termini di fatturato e occupazione e quelli che potrebbero venire se messe in condizione di ben operare e di investire? Per CNA la risposta è sicuramente no”.

“Da tempo sottolineiamo l’importanza di questo comparto e il suo valore strategico per l’economia del territorio. Crediamo sia necessaria una riflessione ampia che coinvolga non solo la comunità economica, ma anche quella politica e istituzionale. Questo settore ha un potenziale occupazionale significativo e può rappresentare un volano di sviluppo per Livorno.” aggiunge Talini. 

Avete avuto modo di confrontarvi con l’Autorità Portuale su questa tematica?

“Sì, il dialogo con l’AdSp è costante e va avanti da anni. Riconosciamo il lavoro svolto e il percorso che ha portato ai bandi pubblicati lo scorso anno. Tuttavia, riteniamo che si tratti solo di una parte della soluzione. Le aree destinate dal Piano Regolatore del Porto alle attività di cantieristica e riparazione navale che affacciano sulle Darsene Calafati e Pisa hanno uno sviluppo complessivo di circa 52mila metri quadrati che non sono certamente abbastanza per lo sviluppo. Per questo chiediamo che la riflessione venga ampliata, coinvolgendo anche l’amministrazione comunale e la politica in generale. Bisogna decidere quale direzione prendere per garantire spazio e sviluppo a un comparto che offre opportunità sia a livello locale che oltre i confini livornesi.”

Avete chiesto anche l’intervento del Prefetto per mediare su questa vicenda?

“Esatto. Abbiamo avanzato una richiesta formale al Prefetto, che si è mostrato disponibile e che ringraziamo per la sua apertura. Il nostro obiettivo è la creazione di un tavolo di confronto che riunisca tutti i soggetti coinvolti: Comune, Autorità Portuale, associazioni datoriali e rappresentanze dei lavoratori. Siamo convinti che una programmazione condivisa sia la chiave per valorizzare al meglio il settore della cantieristica nautica. Chiediamo quindi al Prefetto di accompagnarci in questo percorso e di coordinare gli sforzi per dare risposte concrete alle imprese esistenti e a quelle che potrebbero investire sul nostro territorio.”

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Tags: Nautica

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