Sbloccato il confronto dopo lo stato di agitazione proclamato dalla Fiom. L’azienda pagherà le retribuzioni di luglio e agosto con una dilazione. Per il sindacato resta da definire il futuro industriale del cantiere
ADRIA – Si apre una nuova fase nella crisi di CNV Srl, l’ex Cantiere Navale Vittoria di Adria, dopo l’accordo raggiunto al termine di due giorni di confronto in Regione tra la proprietà e le organizzazioni sindacali. L’intesa riguarda il pagamento degli stipendi arretrati e il ricorso alla Cassa integrazione ordinaria per i 22 lavoratori ancora occupati nello stabilimento. L’accordo arriva dopo lo stato di agitazione proclamato dalla Fiom-Cgil di Rovigo, che aveva denunciato il mancato pagamento delle retribuzioni di Luglio e Agosto e chiesto garanzie sul futuro dello stabilimento.
La proprietà, rappresentata dall’amministratore delegato Roberto Cavazzana, si è impegnata a saldare le mensilità arretrate attraverso un pagamento dilazionato. Parallelamente, è stato concordato il ricorso alla Cigo, destinata a partire per le maestranze rimaste in forza al cantiere. La misura viene presentata dall’azienda come uno strumento necessario per contenere i costi in una fase caratterizzata dalla difficoltà finanziaria e dalla carenza di nuove commesse, consentendo al tempo stesso di mantenere attiva la struttura produttiva. Per la Fiom, tuttavia, l’intesa rappresenta soltanto un primo passo. Il nodo centrale rimane infatti quello del rilancio industriale del cantiere, che secondo il sindacato non può essere sostituito da interventi temporanei sul fronte occupazionale e salariale.

Il Cantiere Navale Vittoria, storico stabilimento adriese fondato nel 1927, è arrivato all’attuale fase dopo una lunga crisi finanziaria che ha portato alla ricerca di un nuovo acquirente e, successivamente, alla cessione del complesso aziendale. Nel Febbraio 2025 il cantiere è stato acquisito da CNV Srl, attraverso una procedura fallimentare, con un’operazione da 8,2 milioni di euro per il complesso aziendale e immobiliare. La nuova proprietà aveva indicato tra gli obiettivi la salvaguardia dell’occupazione e il rilancio della produzione. Dopo il passaggio di proprietà, tuttavia, il percorso di ripartenza ha incontrato nuove difficoltà. I dipendenti oggi rimasti sono 22, a fronte di una forza lavoro che prima della crisi raggiungeva circa 60 persone.
Un piano industriale era stato presentato nell’autunno 2025 con il coinvolgimento della Regione. Il progetto prevedeva tre aree operative, comprendenti attività di manutenzione, costruzione di imbarcazioni e ricerca e sviluppo, oltre alla prospettiva di nuove commesse. Nel frattempo, però, la squadra manageriale che aveva accompagnato il passaggio alla nuova proprietà ha lasciato l’azienda. La proprietà aveva successivamente confermato alla Regione l’intenzione di proseguire il progetto industriale attraverso una nuova struttura manageriale. Secondo la Fiom, però, a distanza di mesi il rilancio produttivo non avrebbe ancora trovato concreta attuazione.
Tra gli elementi che avrebbero dovuto sostenere la ripartenza figurano anche due appalti acquisiti da Actv, la società che gestisce il trasporto pubblico lagunare veneziano. I lavori, secondo quanto riferito dal sindacato, non sarebbero tuttavia ancora entrati nella fase operativa. La situazione determina quindi una fase di forte incertezza per le maestranze, nonostante l’accordo sugli stipendi e sulla Cassa integrazione. La Fiom ha ribadito che, qualora gli impegni assunti sul pagamento degli arretrati non venissero rispettati, procederà al recupero dei crediti nelle sedi competenti. Per il sindacato, resta comunque prioritario ottenere dalla proprietà un quadro chiaro sul futuro produttivo dello stabilimento.
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