Un’analisi di Sea-Intelligence evidenzia un aumento record dei container movimentati a vuoto. Dal periodo pre-pandemico i trasporti di box senza merci sono cresciuti del 65%, con effetti diretti sui costi logistici e sui noli marittimi
Un’analisi di Sea-Intelligence evidenzia un aumento record dei container movimentati a vuoto. Dal periodo pre-pandemico i trasporti di box senza merci sono cresciuti del 65%, con effetti diretti sui costi logistici e sui noli marittimi
LONDRA – Il crescente squilibrio nei flussi commerciali mondiali sta generando un fenomeno sempre più rilevante per il trasporto marittimo containerizzato: la movimentazione di container vuoti ha raggiunto livelli record. Secondo una recente analisi della società di consulenza danese Sea-Intelligence, oggi un container su tre viene trasportato senza alcun carico, una situazione in netto peggioramento rispetto al periodo precedente alla pandemia, quando il rapporto era di circa uno su quattro. L’indagine, basata sul parametro dei “teu-miglia” (l’unità che misura il volume trasportato moltiplicato per la distanza percorsa), evidenzia che il 30% dell’intera attività mondiale di shipping containerizzato è ormai dedicato al riposizionamento di container vuoti, contro il 24% registrato prima del Covid-19.
I dati mostrano una crescita particolarmente marcata dei movimenti a vuoto. Dal primo trimestre del 2019 il numero di container vuoti trasportati è aumentato del 65%, mentre quello dei container pieni è cresciuto soltanto del 17%. Nello stesso periodo la domanda complessiva di trasporto, misurata in teu-miglia, è aumentata del 40%. In termini pratici, Sea-Intelligence calcola che le compagnie di navigazione stiano oggi movimentando, in rapporto alle distanze percorse, un volume di container vuoti doppio rispetto a quello registrato prima della pandemia.

Alla base di questa tendenza vi sono i sempre più marcati squilibri nei flussi commerciali tra le diverse aree del mondo. Quando le merci si muovono in maniera disomogenea tra regioni esportatrici e importatrici, gli armatori sono costretti a trasferire i container vuoti verso le aree dove la domanda di equipment è più elevata. Un’attività che assorbe capacità di stiva e comporta costi aggiuntivi per il settore.
Secondo Sea-Intelligence, tali inefficienze avranno inevitabili ripercussioni economiche sui clienti del trasporto marittimo. I maggiori costi legati al riposizionamento dei container vuoti finiranno infatti per riflettersi sui noli, in particolare sulle rotte principali ad alto volume, dove operano gli spedizionieri e i caricatori che sostengono indirettamente l’onere della gestione di un numero crescente di box inutilizzati.
L’analisi mette così in evidenza una sfida strutturale sempre più complessa per il liner shipping. I benefici ottenuti negli ultimi anni grazie all’impiego di navi di dimensioni maggiori e all’ottimizzazione dei network marittimi rischiano infatti di essere progressivamente erosi dai costi generati dagli squilibri del commercio internazionale, rendendo la gestione dei container vuoti uno dei temi centrali per l’efficienza futura della supply chain globale.
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