Il presidente De Filicaia: “Abbiamo operato nel rispetto della legge. L’eventuale differenza contestata è minima e non cambia nulla per la nostra attività”
LIVORNO – La vicenda dei contributi Covid destinati alle imprese portuali approda verso un nuovo capitolo giudiziario. Dopo la recente sentenza del Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso presentato da Seatrag sull’applicazione dell’articolo 199 del Decreto Rilancio, Uniport Livorno annuncia l’intenzione di ricorrere in Cassazione, convinta della correttezza dell’operato della cooperativa, dell’Autorità di Sistema portuale del mar Tirreno Settentrionale e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
A spiegare la posizione della società è il presidente Jari De Filicaia, che ripercorre le ragioni per cui i contributi furono introdotti durante l’emergenza pandemica. “Nel 2020 – ricorda – il settore portuale, come gran parte dell’economia, ha registrato un forte calo dell’attività. Per questo il Parlamento, con l’articolo 199 del Decreto Legge 34 del 2020, ha previsto un contributo destinato alle imprese autorizzate ai sensi dell’articolo 16 e ai soggetti dell’articolo 17 della legge portuale, calcolato sulla differenza dei turni di lavoro persi rispetto al 2019”.

Anche Uniport ha beneficiato di quelle risorse, in quanto il numero dei turni effettivamente svolti durante la pandemia risultò inferiore rispetto all’anno precedente. Il contenzioso nasce però dall’interpretazione della norma. Secondo De Filicaia, oggi viene contestata non solo la posizione della cooperativa, ma anche quella dell’AdSp e dello stesso Ministero, che aveva espresso un proprio parere sulla corretta applicazione della disciplina. “L’osservazione riguarda il fatto che, a partire dal 2022, abbiamo ridotto in parte il personale per effetto di prepensionamenti e altre uscite. Da qui deriva la richiesta di ricalcolare il contributo tenendo conto di questa differenza. Parliamo però di numeri estremamente contenuti, che avranno un’incidenza sostanzialmente irrilevante“, afferma il presidente di Uniport.
Nonostante la decisione del Consiglio di Stato, la cooperativa non intende fermarsi. “Riteniamo di aver agito nel pieno rispetto della normativa e, come credo faranno anche le istituzioni coinvolte, presenteremo ricorso in Cassazione. A nostro avviso è stata data un’interpretazione della norma che va oltre il suo significato originario”. De Filicaia assicura inoltre che la sentenza non produrrà effetti sull’operatività dell’azienda. “Siamo assolutamente sereni. Se l’obiettivo era quello di metterci in difficoltà, posso dire che dal giorno prima al giorno dopo non è cambiato nulla per la nostra attività”.
Il numero uno della Uniport labronica conclude con una riflessione sul clima competitivo nel settore portuale, sottolineando come il confronto tra operatori dovrebbe svolgersi esclusivamente sul piano dell’efficienza e della qualità dei servizi. “Noi siamo abituati a competere attraverso la capacità organizzativa e commerciale. In questa vicenda qualcuno ha scelto un terreno diverso, ma continuiamo a lavorare con tranquillità e fiducia nelle nostre ragioni”, conclude.
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