Il CEO Gasselin punta su Tangeri e Damietta
LA SPEZIA – Il Nord Africa si conferma una direttrice strategica per lo sviluppo del terminalismo container e delle catene logistiche nel Mediterraneo. Lo ha evidenziato Mathieu Gasselin, amministratore delegato di Contship Italia, intervenuto alla seconda edizione di A Bridge to Africa. Per il gruppo, la presenza nel continente africano non rappresenta una novità, ma un pilastro consolidato su cui continuare a investire. “Siamo attivi da anni in Nord Africa – ha spiegato Gasselin – con due terminal pienamente operativi a Tangeri, che costituiscono una base solida per le nostre attività”.
A questi si è aggiunto recentemente un nuovo asset strategico: il terminal avviato a Febbraio nel porto di Damietta, in Egitto. Un investimento rilevante, realizzato nonostante un contesto geopolitico complesso, su cui il gruppo ripone aspettative di crescita significative. “Puntiamo molto su Damietta – ha sottolineato – non solo per il transhipment, ma anche per sviluppare i flussi di import-export egiziani verso l’Europa e altri mercati internazionali”. Negli ultimi anni, Contship Italia ha destinato al continente africano investimenti per diverse centinaia di milioni di euro, a conferma del ruolo centrale dell’area nelle strategie future.

Nel corso del dibattito è emerso anche il tema della crescente competitività dei porti nordafricani, rafforzata dagli investimenti infrastrutturali e dal miglioramento degli indici di connettività marittima. Un trend che, secondo Gasselin, trova riscontro concreto nelle dinamiche di mercato. “La crescita è evidente – ha osservato – anche perché negli ultimi anni alcuni fattori, come le criticità legate al Canale di Suez, hanno portato a una riorganizzazione delle linee marittime, favorendo in particolare gli scali marocchini”.
Tuttavia, l’evoluzione non riguarda esclusivamente i porti africani. Il rafforzamento della connettività è un fenomeno più ampio che coinvolge l’intero sistema mediterraneo, inclusi gli scali italiani. In questo contesto, anche La Spezia ha registrato un miglioramento del proprio posizionamento nei traffici intra-Mediterraneo e sulle rotte globali. “L’aumento del Connectivity Index è un dato positivo complessivo – ha concluso Gasselin – e dimostra come il sistema portuale mediterraneo, nel suo insieme, stia rafforzando la propria competitività. La Spezia, in particolare, è ben posizionata per intercettare questi flussi, sia a livello intramed che internazionale”.
Un quadro che conferma come la competizione tra porti si giochi sempre più sulla capacità di integrazione nelle reti globali e sulla qualità delle infrastrutture, con il Nord Africa destinato a rimanere uno degli snodi chiave dello sviluppo logistico nei prossimi anni.
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