Dall’Adria Shipping Summit le prospettive per l’intermodalità di FHP Intermodal dell’ad Accomando
TRIESTE – Per FHP Group, partner di Adria Shipping Summit a Trieste, non sono solo i porti i nodi centrali delle attività, c’è da considerare anche tutto quello che ne sta alle spalle: “Noi serviamo le filiere industriali del Nord-Est attraverso i nostri porti -dice l’ad di FHP Group Paolo Cornetto– che rappresentano gli anelli di congiunzione di una catena logistica che alimenta direttamente le principali industrie del paese. Ecco perchè non dobbiamo guardare all’inland e ai porti come due cose separate, ma come parte di un sistema”.
Porti che si preparano anche alle sfide future come quella del corridoio IMEC: “Stiamo cercando di attrezzare i nostri scali affinché possano essere più competitivi in termini di infrastrutture, performance, mezzi, ed essere pronti a cogliere nuove opportunità e nuovi volumi”.
Resta il problema dei fondali: “Le navi sono sempre più grandi e i nostri porti fanno fatica ad accoglierle. Anche nel settore delle rinfuse non abbiamo un porto rinfusiero con un pescaggio che superi i 12 metri, quando le Panamax a pieno carico chiedono sicuramente più fondale. Questo è un tema che dobbiamo affrontare tutti insieme come sistema”.
Un aspetto che si ritrova anche nella bozza di riforma portuale: “Il vantaggio della riforma -secondo Cornetto- sta nella possibilità di dare un indirizzo strategico nazionale rispetto a tante spinte locali”.
C’è poi da vedere, aggiunge, come verrà calato nell’operatività e su questo qualche dubbio ancora resta.
Il settore ferroviario “soffre”
“Le imprese ferroviarie soffrono ma sono forti”. E’ la sintesi del messaggio lanciato nel panel che si è concentrato sulla rete ferroviaria da Angelo Accomando, ad di FHP Intermodal, la società della “famiglia” FHP nata circa dieci mesi fa dalle controllate LOTRAS e CFI Intermodal.
“Sono stati mesi stimolanti e interessanti nei quali siamo riusciti a portare a casa l’integrazione di due entità che avevano business differenti ma che man mano si stanno armonizzando, pronti per il 2027 con l’adeguamento delle infrastrutture, per dare un servizio intermodale che viene sempre più richiesto anche a causa degli incrementi dei costi del gasolio”.
Per l’intermodalità potrebbe quindi essere il momento “buono” di svolta: “Ci aspettano ancora mesi difficili con molti cantieri, ma adesso vediamo una fine e buone prospettive”.
In questo contesto, il terminal FHP di Foggia che faceva parte di Lotras sarà uno dei primi ad avere la capacità di 750 metri come modulo linea, che significa una capacità maggiorata del 20-25%.
“Dovremo muoverci anche verso i nostri “competitors”, cioè l’autotrasporto per costruire insieme un nuovo approccio verso l’intermodalità, dimostrando che possiamo essere assolutamente complementari”.
Una via obbligata per tutti secondo Accomando e anche la più conveniente dal punto di vista economico.
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