Corte dei Conti ferma di nuovo l’iter del Ponte sullo Stretto

La Corte dei Conti blocca il terzo atto aggiuntivo Mit–Stretto di Messina. Nuovo stop amministrativo al Ponte

anti-mafia Ponte sullo Stretto

ROMA – La vicenda del Ponte sullo Stretto torna a incagliarsi davanti alla magistratura contabile. Dopo il primo stop di fine ottobre, la Corte dei Conti ha opposto un nuovo rifiuto di legittimità, questa volta sul terzo atto aggiuntivo della convenzione tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la società Stretto di Messina. È quanto riportato dal Sole 24 Ore, che ricostruisce l’esito della seduta del 17 novembre della Sezione centrale di controllo.

Il provvedimento contestato è il decreto n. 190 dello scorso primo agosto, emanato dal Mit di concerto con il Ministero dell’Economia sulla base delle disposizioni contenute nel decreto-legge 35/2023, la norma che disciplina l’opera come collegamento stabile fra Sicilia e Calabria. Secondo quanto emerge, la Corte non ha ritenuto sussistenti le condizioni per concedere il visto di legittimità, elemento necessario per la piena operatività dell’atto amministrativo. Le motivazioni dettagliate arriveranno entro un mese, mentre restano ancora non pubblicate quelle relative al precedente stop.

La nuova decisione getta un’ulteriore ombra sul percorso amministrativo dell’infrastruttura più discussa d’Italia, proprio mentre dal Governo continuano ad arrivare segnali di accelerazione. Nei giorni scorsi il Ministro Matteo Salvini aveva auspicato l’avvio dei cantieri “all’inizio del 2026”, condizionando però l’obiettivo al via libera della magistratura contabile. Lo stesso Salvini aveva rivendicato la portata economica dell’opera per il Mezzogiorno, sottolineando — sempre come riportato dal Sole 24 Ore — il valore simbolico del fatto che “dopo un secolo di promesse” un ministro del Nord rivendichi la realizzazione del ponte come elemento di rilancio per Sicilia e Calabria.

Il confronto istituzionale fra Governo e Corte dei Conti resta dunque il nodo cruciale che determinerà i tempi dell’opera. Mentre il dibattito politico si accende, l’iter amministrativo continua a muoversi con lentezza, scandito da verifiche, atti aggiuntivi e richieste di chiarimenti che rimandano ogni previsione certa sul calendario dei lavori.

Di seguito la nota inviata dal MIT: “La mancata registrazione del decreto interministeriale che assentisce il III atto aggiuntivo del Ponte sullo Stretto arriva alla fine di un’ampia discussione svoltasi oggi innanzi alla Corte dei conti nel corso della quale è emerso, innanzitutto, il tema preliminare dell’effetto di preclusione che la mancata registrazione della delibera Cipess ha sulla decisione odierna. Il MIT rimane fiducioso sulla prosecuzione dell’iter amministrativo in attesa delle motivazioni della Corte”

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Tags: Economia, Politica

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