Pitto, Fedespedi: “Dai compiti più ripetitivi, a quelli via via più impegnativi, ma sempre guidata dall’esperienza”
LIVORNO – Cosa deve essere in grado di fare uno spedizioniere, oggi, con l’Intelligenza artificiale?
Lo abbiamo chiesto a Alessandro Pitto, presidente di Fedespedi durante il convegno organizzato da Spedimar, Associazione toscana spedizionieri, corrieri e autotrasportatori e Confetra Toscana: “Intelligenza artificiale: opportunità e rischi – le ricadute sulle imprese di spedizione internazionale e sul sistema logistico”.
“Noi -commenta- ci “vantiamo” di sapere fare un po’ di tutto, con il soprannome che ci siamo dati di “architetti del trasporto”. Le competenze necessarie per il nostro lavoro sono ampie è la sfida è capire come la nostra esperienza possa essere aiutata dall’Intelligenza artificiale, convinti però che l’esperienza personale sia fondamentale”.
Già oggi nel mondo delle spedizioni si utilizza l’IA, per compiti più “tediosi” o ripetitivi, ma nel futuro si potrà pensare di assegnarle anche quelli più impegnativi: “Ma ripeto, sarà sempre necessario un bagaglio professionale dello spedizioniere per supportare gli strumenti dell’IA”.
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