Dal record dei passeggeri ai nuovi investimenti su cold ironing e idrogeno, l’AdSp punta su pianificazione e sostenibilità
LIVORNO – La centralità del Mediterraneo negli equilibri geopolitici e commerciali globali passa anche – e sempre più – dal ruolo dei porti italiani. Un tema emerso con forza nel corso del recente convegno organizzato dal Propeller Club di Livorno all’Accademia Navale, occasione nella quale il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Raffaele Latrofa, ha delineato le linee strategiche di sviluppo del sistema portuale sotto la sua guida, con particolare attenzione a Civitavecchia.
Lo scalo laziale si conferma uno dei principali asset nazionali nel settore crocieristico. Civitavecchia ha infatti raggiunto un traguardo storico, superando per la prima volta in Italia i 3,5 milioni di passeggeri crocieristi in un solo anno, ai quali si aggiunge circa 1,5 milioni di passeggeri dei traghetti. Oltre 5 milioni di persone transitano così complessivamente dal porto, un dato che rafforza il ruolo dello scalo come hub strategico del Mediterraneo e come porta d’accesso privilegiata al Paese.

“Si tratta di un risultato che rappresenta un orgoglio nazionale – ha sottolineato Latrofa – e che deve spingerci a proseguire con decisione nella realizzazione di infrastrutture adeguate a sostenere ulteriori incrementi di traffico, anche in considerazione delle numerose nuove navi oggi in costruzione”. Una crescita che si inserisce in un trend positivo avviato negli anni precedenti e che l’attuale governance intende consolidare e rafforzare.
Tra le principali progettualità in campo a breve e medio termine spicca l’apertura del porto a sud di Civitavecchia, definita dallo stesso presidente come un intervento “rivoluzionario”. L’operazione consentirà la realizzazione di un marina di home porting di nuova concezione, con importanti ricadute in termini di indotto economico e occupazionale, in particolare nel settore del refitting e dei servizi avanzati per la nautica.
Accanto allo sviluppo infrastrutturale, la sostenibilità ambientale rappresenta uno dei pilastri della strategia dell’Autorità di Sistema portuale. In questo ambito si colloca l’investimento di oltre 80 milioni di euro per il cold ironing, con un cronoprogramma in linea con la progettazione iniziale. L’obiettivo è consentire alle navi da crociera di spegnere i motori durante la sosta in porto e di essere alimentate esclusivamente da energia elettrica, anche prodotta da fonti alternative, riducendo in modo significativo le emissioni in ambito portuale.
Sempre sul fronte dell’innovazione energetica, a Civitavecchia sono attesi sviluppi concreti legati alla possibile realizzazione della prima Hydrogen Valley all’interno di un porto italiano, un progetto che rafforza il ruolo dello scalo come laboratorio avanzato per la transizione energetica applicata alla portualità.
Il quadro degli interventi si estende anche agli altri scali del sistema. A Fiumicino sono in corso lavori rilevanti per la delocalizzazione della darsena dei pescherecci, mentre a livello complessivo l’Autorità è impegnata in un lavoro di pianificazione strategica attraverso il Documento di Pianificazione Strategica di Sistema (DPSS), strumento propedeutico alla revisione dei Piani Regolatori Portuali dei tre scali di competenza. “Il DPSS è fondamentale per garantire uno sviluppo coerente e sostenibile del sistema portuale – ha evidenziato Latrofa – perché consente di integrare visione strategica, esigenze dei territori e competitività del sistema logistico-portuale”.
Dalle crociere alla transizione energetica, passando per pianificazione e sostenibilità, la visione delineata a Livorno restituisce l’immagine di un sistema portuale chiamato a giocare un ruolo chiave nella proiezione mediterranea dell’Italia, coniugando crescita dei traffici, innovazione e tutela ambientale in un contesto geopolitico sempre più complesso.
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