Il presidente Paroli: “No a interventi fiscali non coordinati, il settore genera impatti economici e occupazionali rilevanti”
GENOVA – All’indomani del workshop dedicato al valore della cruise economy, l’Autorità di Sistema portuale del mar Ligure occidentale richiama l’attenzione sulla necessità di un approccio coordinato e condiviso rispetto a eventuali interventi fiscali sul comparto crocieristico. Secondo l’ente, ogni misura non può prescindere da un confronto preventivo con gli operatori della filiera, al fine di preservare la competitività di un settore che rappresenta un importante motore economico per i territori e per il Paese. I dati emersi durante l’incontro evidenziano con chiarezza la rilevanza del comparto: nei porti di Genova e Savona, nel 2025, il traffico crocieristico ha generato un impatto economico diretto pari a 346 milioni di euro, con almeno 2.700 occupati diretti, a cui si aggiunge una significativa componente di occupazione indiretta. Di questo valore, ben 255 milioni di euro – pari al 73% – derivano dalle attività di home port, segmento a più alto valore aggiunto grazie alla maggiore permanenza dei passeggeri e all’attivazione di servizi sul territorio.

“Gli importanti investimenti in corso richiedono un quadro di riferimento stabile e coerente – sottolinea il presidente Matteo Paroli –. Parliamo di un settore che nei porti di Genova e Savona genera centinaia di milioni di euro e sostiene migliaia di posti di lavoro lungo una filiera articolata, con una componente di home port particolarmente rilevante”.
Paroli evidenzia come i risultati raggiunti siano il frutto di un percorso costruito nel tempo, basato su una collaborazione strutturata tra pubblico e operatori privati e sostenuto da investimenti infrastrutturali e ambientali significativi, che hanno contribuito a rafforzare il posizionamento competitivo degli scali liguri.
In questo contesto, prosegue il presidente, interventi non adeguatamente calibrati rischiano di compromettere un equilibrio consolidato: “Il crocierismo opera in un mercato globale altamente competitivo, nel quale le scelte delle compagnie sono fortemente influenzate dalla stabilità e dalla prevedibilità del quadro normativo e fiscale. Per questo ribadiamo la contrarietà a misure fiscali territoriali non condivise, che non tengano conto delle ricadute economiche, occupazionali e industriali del settore”.
L’Autorità sottolinea infine come solo attraverso un approccio coordinato e partecipato sia possibile sostenere la crescita del comparto e consolidare il contributo che il crocierismo continua a offrire al sistema portuale nazionale.
Cruise economy, Genova e Savona trainano crescita e occupazione
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