Il presidente dell’AdSp partenopea guarda al convegno di Procida: tutele per i portuali, donne nei porti e stabilità dei traffici
NAPOLI – Il lavoro marittimo non finisce sulla tolda di una nave. Comincia lì, certo, nel mestiere antico e severo di chi attraversa il mare, ma si allarga poi ai moli, ai terminal, alle banchine, agli uffici operativi, alla catena logistica che tiene in movimento merci, passeggeri e interi territori. È da questa visione larga, sistemica, che il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, Eliseo Cuccaro, guarda all’ottavo convegno sul lavoro marittimo in programma a Procida il 4 e 5 giugno.

Un appuntamento che, nelle parole di Cuccaro, si annuncia come “una due giorni importantissima”, dedicata a “quelle persone e a quel sistema che consentono alla portualità italiana, sia a mare che a terra, di poter funzionare al meglio”. Non una riflessione di settore chiusa in se stessa, dunque, ma un confronto sul cuore pulsante dell’economia marittima nazionale: le regole, le tutele e la qualità del lavoro che sorreggono ogni giorno l’operatività dei porti.
Prima ancora di entrare nel merito del convegno, Cuccaro ha voluto affidare un pensiero ai marittimi italiani bloccati da settimane in uno scenario di guerra, richiamando la dimensione umana di una professione che, più di altre, paga direttamente il prezzo dell’instabilità geopolitica. “Speriamo che nel più breve tempo possibile questa situazione possa trovare fine – ha detto – e dare la possibilità a tutte queste persone, che svolgono la loro professione con tanta abnegazione e sacrificio, di tornare a casa”.
Il riferimento alla crisi internazionale introduce inevitabilmente il tema degli effetti sui traffici e sulla tenuta dei sistemi portuali. Nei porti di Napoli e Salerno, ha spiegato il presidente dell’AdSp, al momento non si registrano ripercussioni significative. “Le attività vanno avanti in maniera molto regolare, anche i flussi, sia sotto l’aspetto dei passeggeri crocieristici sia sotto quello delle merci, risultano stabili”. Nessuna emergenza operativa, dunque, neppure per un nodo strategico come Napoli, rilevante anche per il rifornimento di idrocarburi nel Mezzogiorno.
La preoccupazione, semmai, si sposta sul terreno economico. “Quello che mi preoccupa non è tanto la carenza di prodotto, ma sono i prezzi”, ha osservato Cuccaro, indicando l’impatto dell’instabilità internazionale sui costi al consumo e sui carburanti: “Ormai i prezzi, sia nel carrello sia alla pompa di benzina, si stanno stabilizzando su livelli veramente insopportabili”.
Ma è sul lavoro portuale che il presidente intende portare a Procida un messaggio più politico e, insieme, più concreto. L’auspicio è che dal convegno parta “un forte richiamo alla politica” per affrontare finalmente il nodo dei lavori usuranti nel mondo portuale, tema da anni evocato e mai del tutto risolto, nonostante la crescente intensità dei processi operativi e l’invecchiamento di una parte consistente della forza lavoro.
Accanto a questa rivendicazione, Cuccaro anticipa anche una proposta destinata a segnare il dibattito: dotare le Autorità di Sistema Portuale di centri di assistenza e servizi per le giovani madri, a partire dagli asili nido. “Nei porti non ci sono asili, né aziendali né pubblici”, ha sottolineato. “Per favorire sempre di più l’impegno delle donne nel mondo portuale, dobbiamo dotarci anche di questa infrastruttura di assistenza. Le donne sono una grande risorsa di questo Paese”.
È un passaggio tutt’altro che marginale. Perché, se il lavoro marittimo e portuale vuole davvero aprirsi alle trasformazioni del presente, non può limitarsi a discutere di turnazioni, contratti e sicurezza, pur centrali. Deve interrogarsi anche sulle condizioni che rendono possibile l’accesso, la permanenza e la crescita professionale di nuovi soggetti dentro un comparto storicamente maschile. La presenza femminile nei porti, evocata da Cuccaro, diventa così non una concessione retorica, ma una questione di modernizzazione industriale e civile.
Da qui l’invito rivolto alla comunità dello shipping, della logistica, dell’armamento e del lavoro marittimo a partecipare all’appuntamento procidano. “Procida è una location fantastica – ha concluso – ma soprattutto i temi trattati sono di grande interesse. Sarà un’occasione importante di confronto, dalla quale mi auguro possano uscire proposte valide per migliorare la gestione complessiva del sistema”.
In un tempo in cui le rotte globali si fanno più incerte e la portualità è chiamata a misurarsi con transizioni tecnologiche, tensioni internazionali e nuove esigenze sociali, il lavoro torna dunque al centro. Non come capitolo accessorio, ma come misura concreta della qualità di un sistema marittimo che voglia dirsi davvero competitivo, moderno e giusto
Le registrazioni sono già aperte al seguente link:
https://forms.gle/LSyuSni6WhqjmNaTA
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