Obiettivo parità di condizioni per gli operatori economici europei e contrasto ai fenomeni fraudolenti in danno ai consumatori
ROMA – Con oggi entra in vigore il nuovo dazio UE sulle spedizioni e-commerce sotto i 150 euro.
Una misura che riguarda tutti gli stati membri dell’Unione europea e che per ogni articolo prevede un dazio doganale forfettario temporaneo di 3 euro, applicabile alle spedizioni e-commerce di basso valore provenienti da Paesi terzi direttamente a una persona che si trova nell’Unione europea.
La misura, prevista nell’ambito della riforma del sistema doganale europeo, elimina l’attuale franchigia dai dazi doganali per gli acquisti online di importo fino a 150 euro e mira a rafforzare la tutela dei consumatori, la sicurezza dei prodotti immessi sul mercato europeo e la concorrenza leale tra gli operatori economici.
L’introduzione del dazio rientra nel quadro della riforma doganale dell’UE e ha l’obiettivo di garantire parità di condizioni per gli operatori economici europei e contrastare fenomeni fraudolenti in danno ai consumatori.
Le ispezioni mirate condotte infatti nei 27 Stati membri dell’UE nel corso del 2025 su cosmetici, dispositivi di protezione individuale (DPI), integratori alimentari, giocattoli ed elettronica hanno rivelato allarmanti casi di non conformità: oltre il 60% dei prodotti controllati non rispettava gli standard UE a causa di etichette mancanti, ingredienti vietati o assenza di documentazione di sicurezza.
L’intervento risponde alla profonda evoluzione del commercio elettronico internazionale che ha visto solo nel 2025 importare nell’Unione europea circa 5,9 miliardi di articoli di basso valore, beneficiando dell’esenzione prevista dalla soglia de minimis di 150 euro, una disciplina introdotta per ridurre gli oneri amministrativi ma oggi superata dalla digitalizzazione delle procedure doganali e dall’incremento dei volumi di traffico.
Il dazio si applica alle vendite a distanza di merci provenienti da Paesi terzi il cui valore non supera i 150 euro. L’imposta non viene determinata per singolo collo, ma in base alla classificazione tariffaria dei singoli articoli contenuti nel pacco e dichiarata in dogana.
Si prevede che la misura resti in vigore per i prossimi due anni fino al 1° Luglio 2028, quando entrerà in funzione l’EU Customs Data Hub per l’e-commerce e le merci saranno soggette all’aliquota daziaria normale prevista dalla tariffa doganale.
Il responsabile del pagamento è il dichiarante della merce, ossia il venditore o l’importatore, che da oggi non avrà più riconosciuta l’esenzione daziaria, ma le associazioni dei consumatori stimano che la nuova misura costerà ai cittadini europei circa 18 miliardi annui.
Per migliorare la tracciabilità, a partire dal 1° Novembre 2026 sarà obbligatorio l’utilizzo dei codici identificativi del prodotto (PID), ma la loro dichiarazione potrà essere effettuata su base volontaria già dal 1° Luglio, aiutando le autorità doganali a individuare e bloccare merci pericolose o non conformi.
Nel frattempo che quella ribattezzata “tassa anti Cina” fa il suo esordio la tassa nazionale sui piccoli pacchi è slittata ad Ottobre. Una decisione presa dal Governo italiano e introdotta dal Consiglio dei Ministri all’interno del nuovo decreto Infrastrutture, che ha posticipato l’efficacia del balzello per le merci fino a 150 euro di valore provenienti da oltre i confini dell’Ue.
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