Il presidente CLP invita ad abbassare i toni sul nodo finanziamenti e chiede unità nel cluster portuale
LIVORNO – Le polemiche sui mancati finanziamenti per i collegamenti infrastrutturali della Darsena Europa non fermano il progetto, ma alimentano una comprensibile preoccupazione nel sistema portuale livornese. A sottolinearlo è Enzo Raugei, presidente della Compagnia Lavoratori Portuali, che invita ad abbassare i toni e a riportare il confronto su un piano di responsabilità istituzionale.

Secondo Raugei, il clima di allarme che si è creato nelle ultime settimane è in parte fondato e in parte amplificato dal dibattito politico. “La preoccupazione c’è – afferma – perché non si può interrompere a metà strada un’opera che per Livorno è strategica, non solo sul piano locale ma anche nazionale ed europeo”. La Darsena Europa, ricorda, rappresenta un tassello essenziale per il futuro del porto come hub centrale nel Mediterraneo.
Il nodo resta quello delle risorse mancanti, in particolare per il completamento dei collegamenti stradali e ferroviari e per le opere di consolidamento della seconda vasca. “È evidente che lo Stato deve fare la propria parte – spiega Raugei – perché parliamo di un arco temporale di cinque o sei anni per arrivare a regime. Nessuno, però, può permettersi di lasciare incompiuto un progetto di questa portata”. Da qui l’appello a una maggiore collaborazione tra istituzioni, nella convinzione che un punto di mediazione sarà trovato e che il governo dovrà garantire i fondi necessari.

Il rischio, in questa fase, è che lo scontro politico finisca per riflettersi sul cluster portuale, acuendo divisioni tra operatori e terminalisti. “Un clima di conflitto e di preoccupazioni radicali crea inevitabilmente fratture – osserva il presidente della Compagnia – mentre oggi servirebbe unità di intenti”. L’obiettivo, ribadisce, deve restare la realizzazione e il completamento dell’opera, rimandando a un secondo momento il confronto su assetti, soggetti coinvolti e modalità operative. “La struttura va fatta per il bene di Livorno, del porto e dell’intero sistema portuale italiano”.
In questo contesto si inserisce anche il ruolo di TDT, nel cui capitale la Compagnia Lavoratori Portuali è rientrata la scorsa estate. Il terminal ha già presentato un’istanza formale corredata da un progetto e da un’asseverazione economico-finanziaria rilasciata da una primaria banca nazionale. La proposta guarda alla fase immediatamente cantierabile della Darsena Europa: la prima vasca colmata e i primi 600 metri di banchina, senza escludere il completamento dell’intera piattaforma nel medio periodo. “Se nel corso dei lavori emergeranno altri interessi, sinergie o collaborazioni, tanto meglio”, conclude Raugei. “Ma c’è una disponibilità chiara, da parte di TDT e del gruppo, a guardare all’intera Darsena Toscana per il terminal contenitori”.
Un segnale che, al di là delle polemiche, il sistema operativo resta pronto a fare la propria parte, in attesa che la politica sciolga definitivamente il nodo dei finanziamenti.
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