Botta e risposta tra il presidente della Toscana Giani e il vice ministro MIT Rixi sul futuro dell’infrastruttura portuale livornese
LIVORNO – La Darsena Europa torna al centro del confronto politico e istituzionale. Dopo le dichiarazioni del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che in un’intervista a Il Tirreno ha sollecitato il governo a garantire 130 milioni di euro per le opere complementari alla maxi-infrastruttura portuale di Livorno, arriva la replica del viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Edoardo Rixi. “Basta slogan e propaganda – afferma –: il governo ha già fatto la sua parte e le risorse statali per le opere di competenza sono state stanziate e sono tutte disponibili”.

Il nodo del contendere riguarda i finanziamenti necessari per completare i collegamenti a servizio della Darsena Europa: 20 milioni per la ferrovia, 60 per la viabilità stradale e 50 milioni per il consolidamento della seconda vasca di colmata. Secondo Giani, l’assenza di certezze su queste risorse rischia di compromettere il passo successivo dell’opera, ovvero il completamento delle banchine e l’avvio del project financing, su cui hanno già manifestato interesse due grandi gruppi privati: da un lato la cordata composta da Msc, Neri e Lorenzini, dall’altro il gruppo Grimaldi.
Per il governatore toscano, i 130 milioni rappresentano “l’elemento condizionante” per garantire la continuità del progetto e mantenere l’attrattività dello scalo livornese. La Regione, ricorda Giani, ha già messo sul piatto 200 milioni di euro, un contributo definito “anomalo” per un’opera su patrimonio demaniale, ma ritenuto necessario per sbloccare un’infrastruttura strategica per la Toscana.

Di segno opposto la posizione del viceministro Rixi, che respinge l’ipotesi di un disimpegno dello Stato. “Dire che senza nuovi e immediati fondi del governo l’opera non si possa realizzare è falso e fuorviante – sottolinea –. Le affermazioni di Giani fanno riferimento ad altre infrastrutture che, nella migliore delle ipotesi, sono ancora in fase progettuale. Mescolare piani, tempi e responsabilità non aiuta il territorio”. Secondo il Mit, le risorse per la Darsena Europa non sono in discussione e il progetto deve procedere attraverso atti concreti e iter amministrativi, non tramite annunci mediatici.
Sul fronte operativo, anche l’Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale ha evidenziato la necessità di accelerare sui progetti di fattibilità tecnico-economica delle opere complementari, in particolare per i collegamenti ferroviari e il prolungamento della Fi-Pi-Li fino alla nuova darsena. “Solo con i progetti – ha spiegato il presidente Davide Gariglio – sarà possibile definire i costi e individuare le fonti di finanziamento”. Resta aperta anche la questione della seconda vasca di colmata: senza le risorse necessarie, l’opera rischierebbe di nascere incompleta, rafforzando l’ipotesi – già avanzata da Grimaldi – di una concessione limitata a una parte delle banchine, soluzione contestata dalla cordata concorrente.
Nel dibattito entra anche il tema del commissariamento. Giani ha criticato il ruolo del prefetto di Livorno, Giancarlo Dionisi, indicato dal ministro Salvini come futuro commissario straordinario, invitandolo a mantenere un profilo tecnico e non politico. Rixi, dal canto suo, difende l’operato di Dionisi, sottolineando che il prefetto sta svolgendo il proprio incarico nel rispetto del mandato, assicurando il coordinamento tra le amministrazioni e la continuità del procedimento, pur in attesa del decreto formale di nomina.
Sul fondo resta una preoccupazione condivisa dal cluster portuale livornese: che i ritardi o le incertezze sulle opere complementari possano rallentare lo sviluppo dello scalo, proprio mentre la Darsena Europa è chiamata a competere con i grandi porti del Nord Italia e del Mediterraneo. Una partita strategica che, al di là delle polemiche, richiede ora certezze operative e una regia istituzionale unitaria.
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