L’appello: serve un mercato unico vero per reggere a Cina e USA. “Pil UE +7% se si abbassano le barriere interne”
ROMA – “In un’Europa disorientata tra dazi, minacce e nuove geografie commerciali, l’Italia deve prendere l’iniziativa e guidare il cambiamento”, è l’appello netto lanciato da Carlo De Ruvo, presidente di Confetra, al Governo italiano. L’occasione è l’escalation dei dazi annunciati dagli Stati Uniti, ma il messaggio è politico: senza un’accelerazione verso un reale mercato unico interno, l’Unione rischia di diventare lo spettatore di una sfida che si gioca altrove, tra Washington e Pechino.
“Occorre abbattere le barriere commerciali interne, in particolare nei settori delle merci e dei servizi”, afferma De Ruvo, che richiama dati del Fondo Monetario Internazionale secondo cui le attuali frizioni tra Stati membri equivalgono a un costo ad valorem del 44% per i beni manufatti e addirittura del 110% per i servizi. Un freno che si traduce in minore concorrenza, prezzi più alti e bassa produttività.
“L’UE potrebbe crescere del 7% di PIL se riducesse del 10% queste barriere”, ribadisce il presidente di Confetra, sottolineando la necessità di liberalizzare i servizi, armonizzare le normative e investire nelle infrastrutture di frontiera. Il confronto con gli Stati Uniti è impietoso: “La produttività totale europea è inferiore del 20%, il reddito pro-capite del 30% in meno”, osserva.
La situazione è resa ancor più incerta dall’ultima comunicazione formale inviata da Donald Trump lo scorso 12 luglio: a partire dal primo agosto, gli USA imporranno dazi del 30% su tutti i prodotti provenienti dall’Unione Europea. Il tono della missiva non lascia spazio a equivoci: previste anche ritorsioni in caso di contro-dazi.
Mentre la Cina, nel frattempo, sigla nuovi accordi e riallinea la propria posizione sui mercati globali – con un export verso gli USA in calo del 34,5% ma in aumento del 12% verso l’Europa – Bruxelles sembra ancora inchiodata alla sua tradizionale cautela.
“Le stime sui danni daziari oscillano tra i 3 e i 20 miliardi di euro, ma la vera emergenza è l’impossibilità per le imprese di pianificare”, prosegue De Ruvo. “È il caos geopolitico a minare gli investimenti futuri, mentre l’industria avrebbe bisogno di stabilità e visione”.
E proprio qui, secondo il presidente di Confetra, l’Italia può e deve giocare un ruolo decisivo: promuovere una nuova stagione industriale e infrastrutturale continentale, a partire da un’autentica politica industriale europea.
“Abbiamo resilienza e stabilità finanziaria. Ma senza una scossa politica – conclude – perderemo l’ultimo treno della competitività globale”.
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