L’illecito più diffuso il traffico di stupefacenti, le Marche in cima alla classifica e tra i porti Civitavecchia
ROMA – Per il terzo anno Libera pubblica il rapporto “Diario di bordo” che raccoglie i dati dei porti italiani e internazionali in tema di criminalità.
Gli scali portuali si confermano tristemente come luoghi di opportunità per i gruppi criminali e i loro profitti soprattutto per narcotraffico, merci lecite e illecite di portata più o meno grande.
Questo, nonostante l’intenso lavoro delle forze dell’ordine che quotidianamente lavorano dentro i porti per contrastare il fenomeno.
Il rapporto di Libera vuole essere uno “strumento di denuncia e documentazione, con l’obiettivo di accendere i riflettori su dinamiche spesso invisibili o sottovalutate. Non si tratta di criminalizzare il sistema portuale, ma di comprendernele fragilità e i punti di esposizione” si legge nella nota dell’associazione.
Il report è stato assemblato attraverso l’analisi dei comunicati stampa della Agenzia delle Dogane e della Guardia di Finanza, integrati dalla rassegna stampa prodotta quotidianamente da Assoporti.
Quello che emerge è che al centro dei fenomeni criminali non ci sono solo i grandi scali portuali italiani, ma anche quelli più piccoli, caratterizzati da attività di diporto nautico o pesca.
Nel 2025 ad esempio si registrano per la prima volta alcuni porti: Acciaroli, Acitrezza, Agropoli, Cervia, Fiumicino, Francavilla al mare, Manfredonia, Ragusa, Siracusa, Taureana di Palmi.
L’illecito più diffuso nei nostri scali resta quello del traffico di stupefacenti, seguito dalle attività illegali legate all’importazione di merci o prodotti, in calo rispetto al 2024 e dalle esportazioni illegali. In fondo alla scala i sequestri di merce in transito.
I dati 2025 indicano 131 casi di criminalità nei porti italiani, il +14% rispetto all’anno precedente.
A crescere è anche il numero di scali coinvolti: da 30 si è passati nel 2025 a 38 (+27%).
Nella classifica regionale si posizionano sul podio le Marche (16 casi), poi Calabria, Lazio, Sardegna e Liguria con 15 casi ciascuna, uno in meno per Puglia e Sicilia.
Il numero più alto di casi criminali del 2025 si registra nel porto di Civitavecchia, con 14 episodi criminali rispetto ai 4 del 2024. Seguono Ancona e Gioia Tauro con 13 casi e Genova con 12 casi, in calo rispetto al primo posto del 2023 (13 casi).
Guardando all’anno precedente, ci sono anche delle flessioni: Livorno passa da 16 a 5 casi, Bari da 10 a 6, Napoli da 7 a 2, mentre Venezia registra il calo più marcato, passando da 7 a 1 caso.
Allargando la forbice di indagine agli ultimi anni, dal 2022, è Genova a passare al primo posto seguita da Livorno con 42 casi (8,4%) e Ancona con 40 eventi (8%).
Una parte del Diario di bordo è dedicata poi al fenomeno corruttivo, e si basa sui dati delle relazioni dei Responsabili della Trasparenza e della Prevenzione della Corruzione delle Autorità di Sistema portuale.
“Il monitoraggio -spiega Libera- ha coinvolto 16 enti pubblici nell’arco di 8 anni, offrendo elementi concreti sulla diffusione di pratiche corruttive nei porti italiani”.
Le relazioni costituiscono un adempimento previsto dalla normativa vigente: entro il 15 Dicembre di ogni anno, il responsabile è tenuto a rendicontare i risultati delle attività svolte, con particolare riferimento agli eventi corruttivi che hanno coinvolto l’amministrazione di riferimento, nonché ai procedimenti disciplinari e penali eventualmente in corso.
“Dall’analisi emerge che gli eventi corruttivi esplicitamente segnalati sono 18, mentre le comunicazioni relative a procedimenti disciplinari e penali pendenti ammontano a 27.
La distinzione tra eventi corruttivi segnalati e comunicazioni relative a procedimenti disciplinari e penali in corso consente di cogliere due dimensioni differenti del fenomeno: da un lato episodi puntuali e circoscritti, dall’altro processi di natura giudiziaria e disciplinare che si sviluppano spesso su archi temporali pluriennali e attraversano più annualità di rendicontazione”.
Livorno al top della classifica dei porti per infiltrazioni criminali
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