Domanda di gas: record nel 2025

Snam: “Passare dal concetto di transizione energetica, intesa come sostituzione progressiva di diverse fonti, a quello di integrazione energetica”

gas TERMINALI RIGASSIFICAZIONE SNAM
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ROMA – Il 2025 è stato contrassegnato da un record di domanda di gas naturale che ha raggiunto il 4.202 miliardi di metri cubi, una crescita di 69 miliardi di metri cubi, (+1,7%).
È quanto riportato nel Global Gas Report 2026 realizzato da Snam e dall’International Gas Union (IGU), in un contesto in cui il panorama energetico globale è sottoposto a più pressioni simultanee derivanti dalle tensioni geopolitiche, dalla crescita della domanda di elettricità, dagli eventi meteorologici, dall’espansione del GNL e dalla rapida diffusione di intelligenza artificiale (AI) e data center, oltre che dalla necessità per l’industria del gas di continuare a ridurre le proprie emissioni.di gnl metano puglia argentina

“La crisi dello Stretto di Hormuz del 2026 ha rappresentato la sfida più significativa per il sistema globale del gas dalla crisi energetica del 2022” si legge in una nota di Snam.
“L’interruzione ha limitato circa il 20% delle forniture mondiali di GNL, equivalenti a circa il 3% dell’offerta globale di gas. La produzione globale di gas è prevista in calo di 4 bcm (-0,1%) nel 2026, con l’impatto sulla produzione del Medio Oriente ampiamente compensato dalla solida crescita produttiva negli Stati Uniti e in altre regioni. Anche la domanda globale è attesa in lieve diminuzione, di 7 bcm (-0,2%). Si tratterebbe del primo calo, rispettivamente, dell’offerta e della domanda dal 2022. Tuttavia, gli effetti sono stati sensibilmente diversi rispetto a quelli registrati quattro anni fa”.

“La sicurezza energetica non può essere data per scontata” commenta l’amministratore delegato di Snam Agostino Scornajenchi.
“Negli ultimi quattro anni il sistema ha dimostrato una notevole capacità di tenuta non per caso, ma grazie alla flessibilità e alla diversificazione costruite attraverso anni di investimenti. In questo contesnamsto, il gas naturale continua a svolgere un ruolo fondamentale, contribuendo all’equilibrio del sistema quando le fonti rinnovabili non sono disponibili, garantendo l’adeguatezza delle forniture e rafforzando la sicurezza energetica. Continuare a investire in infrastrutture gas resilienti e flessibili consente di assorbire shock inattesi preservando al contempo competitività ed efficienza del sistema”.

“Il sistema energetico del futuro dovrà essere sempre più integrato. È giunto il momento di passare dal concetto di transizione energetica, intesa come sostituzione progressiva di diverse fonti, a quello di integrazione energetica, in cui molecole ed elettroni collaborano per realizzare il sistema energetico più affidabile, sostenibile ed efficiente dal punto di vista dei costi. In vista del prossimo inverno, confidiamo che i Paesi europei accelerino il processo di riempimento delle scorte di gas, un presupposto essenziale per rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, contenere la volatilità dei mercati e mettere famiglie e imprese al riparo da ulteriori tensioni sui prezzi. Perché la sicurezza energetica non si costruisce nell’emergenza: si prepara nel tempo, con investimenti, infrastrutture e scelte lungimiranti” ha aggiunto.

I prezzi e la distribuzione

Per quel che riguarda i prezzi, si è registrato un aumento ma al di sotto dei livelli eccezionali raggiunti quattro anni fa.
“I prezzi al TTF hanno superato i 20 dollari per milioni di Btu (60 €/MWh), a fronte di oltre 70 dollari registrati durante la crisi del 2022 (227 €/MWh)”. Questa maggiore resilienza riflette gli investimenti effettuati dal 2022 nella diversificazione delle fonti di approvvigionamento, nelle capacità di liquefazione e rigassificazione, negli stoccaggi e nella flessibilità degli acquisti. La disponibilità di fonti alternative e gli stoccaggi hanno contribuito ad assorbire l’impatto della crisi, consentendo agli acquirenti di adattarsi alla situazione: la resilienza del sistema globale del gas è stata costruita prima dell’arrivo della crisi dello Stretto di Hormuz. Per mantenerla, restano essenziali ulteriori investimenti nella produzione di GNL, nella capacità di rigassificazione, negli stoccaggi e nella diversificazione dei portafogli di fornitura.

Ad eccezione dell’Oceania, nel 2025 la domanda globale di gas naturale è cresciuta in tutte le regioni del mondo.
L’incremento maggiore si è registrato nel comparto residenziale e commerciale (32 miliardi di metri cubi), seguito dall’industria con 20 miliardi di metri cubi e dalla generazione elettrica con 17 miliardi di metri cubi.
Quest’ultima si conferma il principale settore di utilizzo finale, rappresentando il 34% della domanda globale di gas.gas gnl demolizioni
L’Asia ha registrato il maggiore incremento regionale con 25 miliardi di metri cubi, seguita dal Medio Oriente con 18 miliardi di metri cubi e dall’Europa con 10 miliardi di metri cubi. I trasporti si sono confermati il comparto con la crescita più rapida, in aumento di 9 miliardi di metri cubi.

“Gli Stati Uniti hanno inoltre superato la Russia come maggiore esportatore netto di gas al mondo, con volumi esportati pari a 167 miliardi di metri cubi nel 2025, e il GNL statunitense ha coperto oltre la metà delle importazioni europee di GNL. Se le recenti tendenze della domanda dovessero continuare, il consumo globale di gas potrebbe raggiungere un volume compreso tra i 4.516 e i 4.575 miliardi di metri cubi entro il 2030, a conferma della necessità di proseguire gli investimenti nella produzione, nel GNL, nella rigassificazione e nello stoccaggio per tenere il passo con la domanda” continuano da Snam.

Di conseguenza, la pianificazione energetica dovrà considerare anche scenari di domanda più elevata, soprattutto in un contesto in cui l’espansione dei data center, l’aumento del fabbisogno di raffrescamento e l’incertezza geopolitica rendono sempre più difficile prevedere i futuri consumi energetici. In questo scenario, il gas continua a rappresentare un elemento essenziale non solo come fonte di approvvigionamento, ma anche come fattore di resilienza del sistema, contribuendo a gestire la volatilità della domanda, le interruzioni delle forniture e i rischi per la sicurezza energetica.

Una forte spinta all’innovazione sta accompagnando l’evoluzione dell’industria globale del gas. Sempre più operatori stanno investendo in infrastrutture modulari, intelligenza artificiale, digitalizzazione e tecnologie per la riduzione delle emissioni. A dimostrarlo è anche la spesa globale in soluzioni digitali e AI nel settore upstream, che nel 2025 ha raggiunto circa i 25 miliardi di dollari.

L’innovazione nel settore sta inoltre creando nuovi mercati per i gas a basse emissioni e per le soluzioni di rimozione della CO₂. La capacità globale di produzione di biometano è aumentata del 15% nel 2025, raggiungendo 16,5 miliardi di metri cubi (bcm), ed è prevista più che quadruplicare entro il 2030 rispetto ai livelli del 2020. Anche la cattura della CO₂ continua a progredire: nel 2025 la capacità operativa di cattura è aumentata di 8 milioni di tonnellate all’anno (Mtpa), il maggiore incremento annuo dal 2020, portando la capacità operativa complessiva a 74 Mtpa. Ulteriori 19,5 Mtpa hanno raggiunto la decisione finale di investimento nel corso del 2025.

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Tags: Economia, Energia
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