“Obiettivo sviluppare un modello di business che consenta all’interporto di disporre di una attività di gestione profittevole”
LIVORNO – Enrico Grigliatti è il nuovo vicepresidente dell’Interporto toscano Amerigo Vespucci.
Entrato nelle scorse settimane nel Consiglio di Amministrazione in rappresentanza dell’Autorità di Sistema portuale, arriva dal mondo delle ferrovie.
Torinese, classe 1956 è stato designato dall’Authority tramite il presidente Davide Gariglio.
La sua carriera si è sviluppata in Trenitalia e Titagarh Firema (società del Gruppo Fs attiva nella progettazione e realizzazione di veicoli ferroviari) e questo bagaglio lo ha portato ad affermare che tra i suoi obiettivi nel mandato al Vespucci c’è quello di incrementare il numero di semirimorchi che dalla nave passano al treno, appoggiandosi alla risagomatura della linea Prato-Bologna verso il Nord-Est e alle due opere che trasformeranno il collegamento ferroviario, lo Scavalco a Calambrone e il Raccordo verso la linea Pisa-Collesalvetti-Vada.
Una visione che si accompagna alle competenze e che grazie alla posizione strategica dell’interporto e alle opere infrastrutturali in corso permetteranno alla governance, la presidente Monica Bellandi e l’ad Raffaello Cioni di puntare a una crescita importante.
Nella sua intervista a Port News, Magazine dell’Autorità di Sistema portuale del mar Tirreno settentrionale, Grigliatti ha sottolineato come il settore dei porti e retroporti rappresenti “una sfida che il sistema paese deve coltivare e sviluppare al servizio dell’economia del Paese stesso”, una delle chiavi per la trasformazione del trasporto delle merci.
“La gestione delle organizzazioni complesse costituisce uno degli elementi del valore dei manager” ha detto Grigliatti a Marco Casale che lo intervistava.
“La valorizzazione delle risorse umane è l’elemento essenziale affinché le stesse organizzazioni possano funzionare creando valore. Il loro coinvolgimento ed il loro ascolto sono tasselli fondamentali che non devono solo rimanere scritti nei manuali di management. Solo così si sbaglia meno e non si fanno danni. Non spetta ai membri del CDA occuparsi della gestione operativa dei vari settori aziendali. A questo scopo ci sono le figure del presidente e dell’amministratore delegato”.
Nel suo mandato il vicepresidente vorrebbe riuscire a contribuire con il supporto dell’Autorità portuale, “a sviluppare un modello di business che consenta all’interporto di disporre di una attività di gestione profittevole e che abbia le risorse per il suo sviluppo“.
Questo senza dimenticare che i piani dell’Interporto non possono prescindere dai Piani di sviluppo del porto di Livorno.
“Sono strutture complementari. L’Interporto potrà proporre i necessari Piani di investimento che necessariamente devono guardare anche fuori dal suo perimetro e che dovranno coinvolgere l’intero sistema della gestione amministrativa del territorio”.
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