Eolico galleggiante, 2,5 milioni alle PMI

I3FLOAT apre la prima call europea per l’eolico offshore galleggiante: 2,52 milioni alle PMI e fino a 60 mila euro per impresa

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ROMA – L’Europa mette a disposizione 2,52 milioni di euro per avvicinare al mercato nuove tecnologie destinate all’eolico offshore galleggiante, aprendo direttamente la partita anche alle piccole e medie imprese italiane. È partita la prima Open Call di I3FLOAT, progetto europeo dedicato al rafforzamento della catena del valore industriale del floating offshore wind: ogni PMI selezionata potrà ricevere fino a 60 mila euro, mentre il contributo potrà raggiungere 120 mila euro per i progetti sviluppati congiuntamente da due imprese appartenenti a regioni ammissibili differenti.

La call, aperta il 7 settembre, resterà accessibile fino alle 17 del 10 novembre 2026 e punta su progetti già relativamente maturi, con un livello di sviluppo tecnologico TRL compreso tra 6 e 8. Non si cercano dunque idee ancora confinate alla fase sperimentale, ma tecnologie sufficientemente avanzate da poter affrontare il passaggio verso applicazione industriale e commercializzazione.

Per l’Italia l’opportunità è particolarmente ampia: sono ammissibili le PMI con sede in tutte le regioni italiane, oltre alle imprese appartenenti agli altri territori europei individuati dal programma. Un elemento che apre la call anche alla filiera nazionale della cantieristica, della componentistica, della logistica e dei servizi marittimi potenzialmente interessata allo sviluppo dell’eolico offshore.

Dalla sperimentazione alla filiera industriale

I3FLOAT è finanziato attraverso lo strumento europeo Interregional Innovation Investments (I3), gestito da EISMEA per conto della Commissione europea. L’obiettivo è mettere in relazione ecosistemi industriali di regioni differenti e sostenere investimenti capaci di trasformare innovazione e competenze tecnologiche in una catena del valore europea dell’eolico galleggiante.

Ed è proprio la struttura della call a indicare dove l’industria ritiene che siano ancora necessari passi avanti. I progetti dovranno inserirsi in una delle 44 linee prioritarie di innovazione individuate dalla Floating Offshore Wind Strategic Innovation Agenda oppure rispondere a 11 sfide tecnologiche specifiche avanzate direttamente da operatori del settore.

Tra le aziende coinvolte nella definizione delle sfide figurano Iberdrola, EDF Power Solutions, Navantia Seanergies, Qair, Saitec, Eolink, EnerOcean, Aventa, Core Marine, Geodis e Tetrace. La presenza di sviluppatori energetici, società tecnologiche, operatori industriali e logistici dà alla call una dimensione che va oltre la sola produzione di energia: l’eolico galleggiante richiede infatti una filiera che comprende progettazione, costruzione, assemblaggio, movimentazione dei componenti, porti, mezzi navali, manutenzione e gestione degli impianti.

È uno dei passaggi decisivi per un settore nel quale il problema non è più soltanto dimostrare che una tecnologia possa funzionare, ma riuscire a industrializzarla, ridurne i costi e costruire una catena di fornitura capace di accompagnare impianti di dimensioni commerciali.

I progetti finanziati potranno avere una durata massima di 12 mesi. Accanto al contributo economico, le imprese selezionate avranno accesso a servizi per la crescita, networking, consulenza finanziaria e valorizzazione delle soluzioni sviluppate.

Una porta aperta alla filiera italiana

La geografia scelta dal programma rende particolarmente interessante la call per le imprese italiane. Oltre all’Italia, dove sono ammesse tutte le regioni, l’ecosistema I3FLOAT comprende territori di Spagna e Francia, tutte le regioni di Belgio, Bulgaria e Polonia e aree selezionate di Portogallo, Croazia e Slovacchia.

La struttura del programma punta però anche a ridurre il divario tecnologico tra le diverse aree dell’Unione. Possono infatti partecipare PMI localizzate nelle Less Developed Regions europee, nelle regioni ultraperiferiche e nei territori d’oltremare. I progetti che coinvolgeranno almeno un’impresa proveniente da una regione meno sviluppata riceveranno inoltre un punteggio aggiuntivo in fase di valutazione.

Per la filiera italiana dell’offshore la partita è tutt’altro che teorica. Lo sviluppo dell’eolico galleggiante nel Mediterraneo pone infatti una questione industriale che precede persino l’installazione delle turbine: stabilire dove verranno costruite e assemblate le strutture, quali porti saranno in grado di gestirle e quanta parte della tecnologia e della componentistica potrà essere prodotta in Europa.

È su questo terreno che programmi come I3FLOAT cercano di intervenire, portando le PMI dentro una filiera finora dominata inevitabilmente dai grandi sviluppatori e dai produttori di tecnologia. Il contributo massimo di 60 mila euro per singola impresa non finanzierà da solo la trasformazione industriale dell’offshore europeo, ma può servire a superare uno dei passaggi più delicati per una piccola azienda tecnologica: quello che separa un prototipo funzionante da una soluzione abbastanza matura da trovare un cliente.

Il prossimo appuntamento è fissato per 15 settembre alle 10, quando il consorzio I3FLOAT presenterà in un webinar le modalità della call, l’agenda strategica dell’innovazione e le undici sfide tecnologiche proposte dall’industria.

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Tags: Energia, Mare e ambiente

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