ESPO accoglie con favore le conclusioni del Consiglio UE

“Base solida per rafforzare competitività e resilienza”

BRUXELLES – L’European Sea Ports Organisation ha espresso soddisfazione per le conclusioni sulla Strategia Europea dei Porti approvate dal Consiglio dei ministri dei Trasporti dell’Unione Europea, definendole una base concreta e ben strutturata per proseguire il confronto sulle future politiche portuali comunitarie. Secondo l’associazione che rappresenta i porti europei, il documento adottato dai ministri riflette una conoscenza approfondita delle caratteristiche del sistema portuale europeo, delle sue esigenze e delle sfide che dovrà affrontare nei prossimi anni. Le conclusioni riconoscono inoltre il ruolo strategico dei porti per l’economia e la sicurezza dell’Europa, tenendo conto della varietà dei modelli di governance e degli ecosistemi portuali presenti nei diversi Stati membri.

porto-ferrovia

La segretaria generale di ESPO, Isabelle Ryckbost, ha elogiato il lavoro svolto dalla presidenza cipriota dell’UE, sottolineando come gli Stati membri abbiano posto con chiarezza l’accento sulla necessità di rafforzare la competitività del settore. Tra le priorità individuate figurano la riduzione degli oneri amministrativi e il contrasto alle condizioni di concorrenza non equilibrate con gli scali dei Paesi vicini non appartenenti all’Unione Europea.

Per ESPO è fondamentale che l’Europa non sottovaluti il peso del proprio sistema portuale nel contesto globale. Attualmente circa il 23% degli scali portuali mondiali riguarda porti europei, una quota che genera traffici commerciali, investimenti nei terminal, sviluppo economico e occupazione, contribuendo in modo determinante alla resilienza dell’economia continentale.

Uno degli aspetti maggiormente apprezzati dall’organizzazione riguarda l’invito rivolto dal Consiglio alla Commissione Europea e agli Stati membri affinché vengano introdotte misure di semplificazione normativa e amministrativa. ESPO ritiene infatti che il settore abbia bisogno di un quadro regolatorio stabile ma al tempo stesso flessibile, concentrato sull’applicazione efficace delle norme già adottate piuttosto che sulla produzione di nuovi vincoli burocratici.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alle politiche di finanziamento e agli aiuti di Stato. ESPO accoglie favorevolmente il sostegno del Consiglio all’adeguamento delle soglie e delle intensità degli aiuti destinati alle infrastrutture portuali, affinché riflettano l’aumento dei costi dovuto all’inflazione. L’associazione considera inoltre essenziale il riconoscimento del valore pubblico delle infrastrutture portuali di base e la necessità di mantenere attrattivo il contesto europeo per gli investitori, evitando misure che possano scoraggiare nuovi investimenti.

Assarmatori ETS

Tra i temi più delicati affrontati nelle conclusioni del Consiglio figura il sistema europeo di scambio delle quote di emissione, l’EU ETS, e il suo impatto sulla competitività dei porti comunitari. Il Consiglio ha riconosciuto le preoccupazioni relative al possibile spostamento dei traffici verso porti extraeuropei, al rischio di carbon leakage e alla delocalizzazione degli investimenti. Per ESPO la prossima revisione dell’ETS marittimo dovrà affrontare in modo concreto e risolutivo gli effetti negativi già emersi. L’organizzazione ritiene che soltanto una revisione capace di correggere le distorsioni generate dall’attuale sistema possa ripristinare condizioni di concorrenza equilibrate per i porti europei e per il settore dello short sea shipping. A questo proposito, ESPO ha già trasmesso alla Commissione le proprie proposte e si è detta disponibile a proseguire il dialogo durante il processo di revisione.

L’associazione ha inoltre apprezzato l’attenzione riservata alla necessità di raggiungere un accordo globale in sede International Maritime Organization e di adeguare la normativa europea per evitare duplicazioni nei costi finanziari e negli adempimenti amministrativi per gli operatori marittimi.

Un altro punto ritenuto particolarmente importante riguarda gli investimenti stranieri nei porti europei. ESPO sostiene l’approccio indicato dal Consiglio, che invita a utilizzare gli strumenti normativi già esistenti per valutare gli investimenti esteri, evitando sovrapposizioni regolatorie e garantendo certezza giuridica agli investitori. Secondo l’organizzazione, eventuali nuove iniziative non dovrebbero introdurre ulteriori livelli di complessità specificamente destinati ai porti rispetto ad altre infrastrutture critiche.

Le conclusioni del Consiglio riconoscono inoltre il ruolo crescente dei porti nello sviluppo delle catene di approvvigionamento dei combustibili alternativi. ESPO condivide la necessità di garantire elevati standard di sicurezza, una governance efficace e condizioni adeguate per la gestione di nuovi carburanti sostenibili all’interno delle aree portuali.

ESPO

L’organizzazione sottolinea come il mercato debba svolgere una funzione centrale nello sviluppo delle filiere energetiche pulite, sostenuto però da politiche in grado di incentivare la domanda di combustibili sostenibili e favorirne disponibilità, scalabilità e accessibilità economica. In questa prospettiva, i porti sono destinati a svolgere un ruolo sempre più importante come hub energetici, sia per la decarbonizzazione del trasporto marittimo sia per la più ampia transizione energetica dell’economia europea.

ESPO ha infine evidenziato con favore il fatto che molti dei principi contenuti nella Strategia Europea dei Porti siano stati recepiti anche nelle conclusioni sulla Strategia Industriale Marittima dell’Unione Europea, sottolineando l’importanza di mantenere coerenza e coordinamento tra le due iniziative.

Guardando ai prossimi mesi, l’associazione si è detta pronta a contribuire al confronto che proseguirà nelle istituzioni europee, compreso il Parlamento Europeo, con l’obiettivo di costruire una strategia portuale capace di rafforzare la competitività, la sostenibilità e la sicurezza del sistema marittimo europeo.

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Tags: Porti, Shipping
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