Fi-Pi-Li, la resa dei conti della mobilità toscana

Lo studio Sant’Anna boccia lo status quo: giovani e imprese chiedono intermodalità. Giani rilancia Toscana Strade e l’allargamento della Fi-Pi-Li

LIVORNO – La Fi-Pi-Li è il cuore pulsante della mobilità toscana, ma il battito oggi è irregolare. Tra congestione costante, sicurezza ridotta e una logistica sempre più esigente, l’arteria che collega Firenze al mare è arrivata a un punto di svolta. Lo conferma il progetto SAMPLE, un’analisi approfondita condotta dalla Scuola Superiore Sant’Anna e dalla Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, che ha messo nero su bianco i desideri e le paure di cittadini e imprese.

Fi-Pi-Li: la pressione di logistica e pendolarismo impone scelte rapide

Il responso dello studio è netto: nessuno vuole conservare lo status quo. La situazione attuale, definita “Business as Usual”, è bocciata perché ritenuta insicura, inefficiente e incapace di sostenere i flussi contemporanei. Oggi lungo la Fi-Pi-Li circolano ogni giorno decine di migliaia di mezzi, in larga parte autotrasporto diretto a porti, interporti e poli produttivi regionali. La Toscana cresce e la sua mobilità non può restare ferma.

Il dato più dirompente riguarda i giovani. Gli under 40 altamente qualificati guardano al futuro e chiedono trasporto pubblico, ciclabilità e sistemi multimodali: lo scenario Contestuale arriva al 70% di accettabilità. Le generazioni che lavorano nell’innovazione non accettano più infrastrutture novecentesche.

Tra terza corsia e intermodalità: due modelli di sviluppo a confronto

Le preferenze cambiano con età, settore economico e abitudini quotidiane. Chi guida tutti i giorni l’auto, e molte imprese manifatturiere, spinge sul potenziamento stradale: la terza corsia conquista il 66% degli orientamenti tra chi punta sulla rapidità e sulla tradizione logistica su gomma. Tuttavia lo studio Sant’Anna mette in guardia: opere rigide, costose e non reversibili potrebbero cristallizzare un modello infrastrutturale già superato entro pochi anni.

La logistica toscana è chiamata a un’operazione di sintesi: continuare a garantire scambio merci ed efficienza industriale evitando di sacrificare sostenibilità, qualità della vita e capacità di attrarre talenti. L’infrastruttura non può essere solo larga: deve essere intelligente.

Toscana Strade Spa: governance, investimenti e il nodo del pedaggio

Il Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, intervenuto alla presentazione dello studio, ha rilanciato con decisione il percorso istituzionale: “La Regione sta portando avanti un proprio studio sulla Fi-Pi-Li. È sulla base di quello che voglio compiere le scelte, a partire dalla costituzione della Toscana Strade Spa, la cui delibera porterò entro fine anno in Consiglio regionale perché ne discuta”. La governance sarà affiancata da un piano investimenti che partirà dall’allargamento del tratto Firenze Scandicci–Lastra a Signa, con uno stanziamento iniziale di 10 milioni di euro.

Giani non nasconde le difficoltà del modello economico. Il pedaggio sui Tir è una possibilità, ma non un vincolo: “Io credo che Toscana Strade Spa debba partire anche senza l’introduzione del pedaggio, potendo contare su risorse regionali e statali”, chiarisce il Presidente. La prospettiva è chiara: intermodalità, ferroviario potenziato, scelta strategica e non emergenziale.

Il Presidente della Camera di Commercio, Valter Tamburini, ricorda il valore di uno studio basato sui dati: “L’immobilismo è bocciato senza appello. La vera sfida non è scegliere una parte, ma governare la complessità con una visione di lungo periodo”. Il futuro non è binario: è plurale.

La Toscana è davanti a un bivio: essere un corridoio che si ingorga o un territorio che connette. La Fi-Pi-Li, nata nel secolo scorso per accompagnare lo sviluppo industriale, oggi deve guidare una nuova stagione in cui mobilità, economia e qualità del vivere non sono rivali, ma alleate.

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Tags: Logistica, Trasporti

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