Fincantieri investe sulla formazione navale in Albania

Fincantieri, KAYO e l’istituto di Valona formano le competenze per il polo navale di Pashaliman in Albania

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PASHALIMAN – L’accordo siglato a Pashaliman tra Fincantieri, KAYO e l’Istituto professionale “Pavarësia” di Valona punta a formare la manodopera specializzata destinata a sostenere il nuovo polo navale albanese. Presentata anche la joint venture “Fincantieri Albania”, destinata a guidare il rilancio industriale del sito.

La cantieristica navale non nasce con l’acciaio, ma con le competenze. È da questo principio che prende forma il nuovo capitolo della presenza industriale di Fincantieri in Albania, dove il gruppo italiano ha firmato a Pashaliman un Memorandum of Understanding dedicato alla formazione professionale nel settore delle costruzioni navali, tassello fondamentale del più ampio progetto di sviluppo del nuovo polo produttivo destinato alla Difesa e alla sicurezza marittima dell’area adriatica e mediterranea.

L’accordo, sottoscritto insieme a KAYO, società controllata dal Ministero della Difesa albanese specializzata nello sviluppo di infrastrutture strategiche, e all’Istituto professionale “Pavarësia” di Valona, segna il passaggio da una semplice cooperazione industriale a un vero e proprio trasferimento di know-how destinato a creare nel Paese una nuova generazione di professionalità legate alla cantieristica moderna.

La firma del protocollo è avvenuta alla presenza del Primo Ministro albanese Edi Rama, del Ministro della Difesa Ermal Nufi, dell’amministratore delegato di Fincantieri Pierroberto Folgiero, dell’amministratore delegato di KAYO Ardi Veliu e del direttore generale della Divisione Navi Militari di Fincantieri Eugenio Santagata.

Nel corso della cerimonia è stato inoltre presentato ufficialmente il nome della joint venture costituita da Fincantieri e KAYO, “Fincantieri Albania”, chiamata a guidare il processo di rilancio e modernizzazione del cantiere di Pashaliman, struttura destinata a diventare uno dei nuovi punti di riferimento industriali dell’Adriatico orientale.

Formazione e industria, il modello Fincantieri arriva nei Balcani

Il memorandum prevede la realizzazione di moduli formativi, tirocini e percorsi educativi rivolti agli studenti dell’istituto di Valona, con l’obiettivo di costruire nel tempo un vero indirizzo specialistico dedicato alla cantieristica navale e alle costruzioni marittime.

Fincantieri metterà a disposizione il proprio patrimonio di competenze industriali e tecnologiche contribuendo alla definizione dei programmi didattici, alla formazione del corpo docente e alla diffusione delle professionalità richieste dalla nuova capacità produttiva che sorgerà nel sito di Pashaliman.

Il progetto coinvolgerà studenti provenienti dagli indirizzi di meccanica, elettrotecnica, termoidraulica, servizi per i mezzi di trasporto e tecnologie dell’informazione e della comunicazione, con percorsi strettamente collegati alle esigenze operative della cantieristica contemporanea.

Le attività formative riguarderanno infatti carpenteria navale, lavorazioni di scafo, impiantistica meccanica ed elettrica, sistemi HVAC, allestimenti di bordo, verniciatura, isolamento e manutenzione delle unità navali, competenze considerate oggi strategiche in un settore che in tutta Europa continua a confrontarsi con una crescente carenza di personale qualificato.

L’obiettivo dichiarato è quello di accompagnare la crescita del cantiere attraverso la costruzione di una filiera locale di competenze capace di sostenere non soltanto la produzione, ma anche l’intero ecosistema industriale collegato al comparto marittimo.

Pashaliman e la nuova geografia industriale dell’Adriatico

Dietro il progetto formativo emerge una strategia industriale di più ampio respiro. Il rilancio del cantiere di Pashaliman rappresenta infatti uno dei principali investimenti italiani nel settore navale nei Balcani occidentali e si inserisce nel progressivo rafforzamento delle relazioni economiche e strategiche tra Roma e Tirana.

Il sito sarà specializzato nella costruzione e manutenzione di unità navali destinate alla Difesa, con particolare attenzione al segmento delle Offshore Patrol Vessels, piattaforme sempre più richieste dalle marine impegnate nelle attività di sorveglianza marittima, controllo delle frontiere, sicurezza energetica e protezione delle infrastrutture critiche.

La scelta dell’Albania non risponde esclusivamente a logiche industriali. La posizione geografica del Paese, affacciato sul Canale d’Otranto e al centro delle direttrici che collegano Adriatico, Mediterraneo orientale e Balcani, conferisce all’iniziativa un evidente valore strategico nel quadro della sicurezza euro-atlantica.

La nascita di “Fincantieri Albania” e l’investimento sulle competenze locali delineano così un modello già sperimentato dal gruppo italiano in altri contesti internazionali: non una semplice delocalizzazione produttiva, ma la costruzione di una capacità industriale integrata, fondata sul trasferimento tecnologico, sulla formazione del capitale umano e sulla creazione di filiere territoriali in grado di sostenere nel lungo periodo competitività, occupazione e autonomia strategica.

In un Mediterraneo sempre più attraversato da competizione geopolitica, sicurezza marittima e protezione delle infrastrutture critiche, la formazione torna così a essere il primo vero cantiere sul quale costruire il futuro dell’industria navale.

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Tags: Shipping
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