Istituzioni, armatori e operatori a confronto su decarbonizzazione, governance e portualità turistica. Firmato un protocollo per valorizzare il turismo costiero salernitano
VIETRI SUL MARE (SA) – Un Mediterraneo sostenibile, resiliente e capace di restare competitivo nello scenario globale. È l’obiettivo al centro di FMTS26, il primo Forum Mediterraneo del Turismo Sostenibile, che si è svolto a Vietri sul Mare (Salerno), riunendo per due giorni istituzioni, armatori, operatori portuali, accademici e associazioni di categoria. Il confronto ha messo in luce la consapevolezza di un bacino che è al tempo stesso crocevia geopolitico ed economico, chiamato a coniugare tutela ambientale, libertà di navigazione e sviluppo industriale. Sostenibilità e sicurezza sono state indicate come dimensioni strettamente interconnesse, anche alla luce dei conflitti in corso e delle nuove vulnerabilità delle infrastrutture critiche sottomarine, dai cavi ai gasdotti.
Decarbonizzazione e regole: la sfida dello shipping
Ampio spazio è stato dedicato alla transizione energetica del trasporto marittimo. La decarbonizzazione è stata definita un processo complesso, che richiede investimenti, infrastrutture adeguate e un quadro regolatorio chiaro e coerente a livello internazionale. Tra le criticità evidenziate, la rigidità dell’ETS europeo e le difficoltà nello sviluppo di carburanti alternativi come ammoniaca e idrogeno, mentre il GNL resta oggi la soluzione più praticabile.
Mario Mattioli, presidente della Federazione del Mare, ha definito il Mediterraneo una “piattaforma di sostenibilità”, richiamando la necessità di cooperazione strutturata tra le sponde del bacino, incluse quelle nordafricane, per favorire trasferimento di know how e tecnologie green. Un monito chiaro: la transizione non può tradursi in desertificazione industriale.
Anche Giovanni Consoli, vice segretario generale di Assarmatori, ha sottolineato il rischio di distorsioni competitive legate al doppio livello normativo e agli effetti dell’ETS, mentre Edoardo D’Andrea per Confitarma ha ricordato il peso della flotta turistica italiana – quinta al mondo – e l’impatto economico del turismo marittimo, che genera 14 miliardi di euro a terra.
Sul fronte portuale, il cold ironing e lo sviluppo di green corridor sono stati indicati come leve operative prioritarie, ma con un ritardo infrastrutturale da colmare rapidamente, anche in vista delle scadenze europee al 2030 per gli scali TEN-T.

Governance e post-PNRR
Il Forum ha affrontato anche il tema della governance internazionale, intesa come catena decisionale coordinata e concreta. Antonio Errigo, vice direttore generale di ALIS, ha richiamato la necessità di programmare la fase post-PNRR con risorse dedicate e strumenti capaci di sostenere imprese e investimenti nel medio periodo.
Il Mediterraneo è stato descritto non solo come corridoio commerciale, ma come spazio culturale e sociale, dove il coordinamento tra città portuali può favorire massa critica e accesso alle risorse. In questa prospettiva si inserisce anche il percorso verso la costituzione delle DMO (Destination Management Organization) per il territorio salernitano, con l’obiettivo di unire pubblico e privato in una strategia condivisa.
Turismo, territorio e partnership
Nel corso dei lavori è stato firmato un protocollo d’intesa tra il Propeller Club Port of Salerno e il Touring Club Italiano – Corpo Consolare della Campania, per promuovere il turismo costiero e la cultura del mare nella provincia di Salerno.
Il comparto crocieristico, spesso al centro di polemiche, è stato descritto come segmento programmabile e strategico, con un valore stimato di 64 miliardi di euro a livello globale. La concentrazione dei flussi rappresenta una sfida gestionale, ma anche un’opportunità di pianificazione attraverso partnership pubblico-private, autostrade del mare e integrazione con aeroporti e reti metropolitane.
Tra le prospettive emerse, anche l’evoluzione del porto in hub energetico del futuro, capace di produrre e gestire nuove forme di energia, dal biometano alla completa elettrificazione delle navi, fino alle ipotesi di nucleare di nuova generazione per il lungo raggio.
FMTS26 si chiude dunque con una visione articolata: il Mediterraneo come laboratorio di sostenibilità integrata, dove ambiente, sicurezza, competitività e valorizzazione territoriale devono procedere insieme. Una sfida che richiede cooperazione internazionale, certezza normativa e investimenti coerenti, per trasformare il mare comune in piattaforma condivisa di sviluppo.
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