Tavolo permanente, piano triennale, infrastrutture, digitalizzazione, formazione e promozione internazionale al centro della mozione presentata dal consigliere comunale nonchè presidente di Federlogistica
GENOVA – Trasformare la logistica da semplice motore economico a strumento di politica industriale e di relazioni internazionali. È l’obiettivo della mozione n. 105/2026, “Genova capitale della logistica, della blue economy e dell’innovazione portuale”, che sarà presentata dal consigliere comunale Davide Falteri nella seduta del Consiglio comunale di martedì 8 Settembre. La proposta parte dal peso che porto, logistica, cantieristica, nautica e servizi marittimi hanno nell’economia genovese e guarda alle trasformazioni infrastrutturali in corso come a un’opportunità per attrarre nuovi investimenti, imprese e competenze. L’idea è costruire una strategia capace di tenere insieme competitività portuale, sviluppo economico, innovazione, sostenibilità e qualità urbana.
Uno degli elementi centrali della mozione è la costituzione di un Tavolo permanente “Genova Logistica e Blue Economy”, coordinato dal Comune e aperto ad Autorità di sistema portuale, Regione, Camera di commercio, Università, imprese, organizzazioni sindacali e associazioni di categoria. Al tavolo spetterebbe il compito di definire, entro 120 giorni, un Piano d’azione triennale, con obiettivi, risorse e indicatori misurabili in materia di investimenti, occupazione, formazione, innovazione e sostenibilità.

La mozione individua anche una serie di interventi concreti per rendere più efficiente il sistema logistico genovese. Tra le priorità figurano la realizzazione di autoparchi e aree di sosta sicure per i mezzi pesanti, così da ridurre la sosta impropria e le interferenze con i quartieri, e la creazione di un percorso dedicato alle imprese della logistica e dell’economia del mare presso lo sportello comunale per i nuovi insediamenti.
Particolare attenzione viene riservata alla digitalizzazione degli accessi portuali e allo scambio dei dati, con l’obiettivo di coordinare i flussi e ridurre code, tempi di attesa e percorrenze improduttive. La strategia comprende anche la logistica urbana dell’ultimo miglio, attraverso hub di prossimità, spazi regolamentati per carico e scarico e l’impiego di mezzi a minore impatto ambientale. Il documento mette inoltre in relazione la crescita dei traffici con la qualità della vita nei quartieri fronte porto, indicando tra gli obiettivi l’elettrificazione delle banchine, il monitoraggio ambientale e interventi di mitigazione.
Altro capitolo della proposta è quello della formazione. Comune, scuole, enti formativi, Università e imprese dovrebbero collaborare per sviluppare le professionalità necessarie alla trasformazione del comparto: autisti, tecnici, manutentori, operatori portuali, specialisti digitali e figure legate alla transizione energetica. Secondo Falteri, la sfida non riguarda quindi soltanto l’incremento dei traffici, ma la capacità di costruire intorno al porto un ecosistema economico e professionale competitivo.

La dimensione internazionale rappresenta uno degli aspetti qualificanti della mozione. Il documento propone infatti un calendario unitario di missioni, fiere ed eventi internazionali, con l’obiettivo di presentare Genova all’estero non soltanto come porto, ma come piattaforma logistica, industriale, tecnologica e culturale del Mediterraneo. “La logistica oggi non significa soltanto movimentare merci – sostiene il presidente di Federlogistica – ma mettere in relazione economie, territori e persone”. Da qui l’idea di utilizzare la vocazione portuale della città per rafforzare i rapporti con le altre città portuali e con i sistemi produttivi internazionali. La logistica viene dunque interpretata anche come strumento di diplomazia economica, capace di accompagnare gli scambi commerciali con nuove relazioni istituzionali, culturali e di cooperazione.
A chiudere il percorso previsto dalla mozione è un rapporto annuale sull’economia del mare genovese, da presentare al Consiglio comunale per monitorare investimenti attratti, nuovi insediamenti, occupazione generata, progetti avviati e criticità ancora da affrontare.
L’obiettivo complessivo è trasformare la tradizionale vocazione marittima di Genova in una strategia contemporanea di sviluppo: un porto capace di movimentare merci, ma anche una città in grado di utilizzare la logistica per costruire nuove relazioni economiche e internazionali nel Mediterraneo e nel mondo.
Davide Falteri: “La logistica è il sistema circolatorio dell’economia”
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