“Fino a 360 posti senza consumare nuovo suolo”. Giuseppe Bossa propone un hub logistico multipiano pin vista dell’aumento dei traffici legato alla nuova Diga foranea
GENOVA – Il nuovo autoparco previsto nell’area del Varco di Ponente potrebbe diventare un’infrastruttura ben più ampia rispetto alle ipotesi iniziali. È la proposta avanzata da Giuseppe Bossa, coordinatore dell’Osservatorio Trasporti Genova, che rilancia il progetto di una struttura multipiano capace di ospitare fino a 360 veicoli tra mezzi pesanti, furgoni e veicoli di servizio, senza occupare nuovo suolo. L’intervento si inserisce nel dibattito aperto sulla realizzazione dell’area di sosta per l’autotrasporto a servizio del porto di Genova e segue le recenti aperture espresse dal presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, Matteo Paroli.

Secondo Bossa, le critiche mosse al progetto originario erano giustificate, poiché la soluzione inizialmente prevista a raso garantiva un numero limitato di stalli. La nuova proposta, invece, consentirebbe di triplicare o addirittura quadruplicare la capacità dell’area, sfruttando una struttura verticale realizzata all’interno dello stesso perimetro già individuato nel progetto dell’Opera D, senza ulteriore consumo di territorio. Il piano prevede almeno 250 posti destinati ai mezzi pesanti e circa 100 stalli per veicoli leggeri, raggiungendo una capienza complessiva di circa 360 posti. Un modello che, secondo il coordinatore dell’Osservatorio, si ispira alle soluzioni adottate nei principali hub logistici europei, dove la carenza di spazi viene affrontata sviluppando parcheggi multipiano.
L’autoparco non sarebbe però un semplice parcheggio, ma un vero e proprio hub logistico dotato di servizi dedicati agli autotrasportatori. Il progetto comprende aree di sosta videosorvegliate, servizi igienici e docce, punti ristoro, sale d’attesa, una foresteria per il riposo degli autisti, uffici operativi, officina per piccoli interventi di manutenzione e una stazione di rifornimento con gasolio, GNL ed energia elettrica.
Grande attenzione è riservata anche alla sostenibilità ambientale. La copertura della struttura ospiterebbe infatti un impianto fotovoltaico da oltre 1 Megawatt, destinato ad alimentare le colonnine di ricarica per camion elettrici e furgoni della distribuzione urbana, contribuendo alla transizione energetica del comparto.
Per Bossa, tuttavia, l’autoparco del Varco di Ponente rappresenta solo una parte della soluzione. Con l’entrata in funzione della nuova Diga foranea, il fabbisogno complessivo dell’autotrasporto genovese è stimato in almeno 800 stalli, un obiettivo che richiederà anche il recupero delle aree ex Ilva e di altri spazi lungo il Polcevera e nelle aree portuali da destinare a funzioni di supporto. Nel suo intervento, il coordinatore dell’Osservatorio Trasporti richiama inoltre la necessità di dare continuità ai progetti già elaborati negli anni scorsi. Pur apprezzando le recenti aperture manifestate dal presidente Paroli e da Andrea Giachero di Spediporto, Bossa evidenzia come alcune proposte relative alle cosiddette “aree polmone”, presentate alla precedente amministrazione comunale per fornire soluzioni temporanee all’emergenza, siano state successivamente accantonate.
Da qui l’appello alle istituzioni affinché il confronto si traduca rapidamente in decisioni operative. “Genova – sostiene Bossa – ha bisogno di infrastrutture strutturali per l’autotrasporto e non di interventi provvisori. L’aumento dei traffici impone una pianificazione capace di garantire spazi adeguati, sicurezza e servizi moderni per gli autisti, accompagnando lo sviluppo del porto e della logistica dei prossimi anni”.
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