Genova, nuovo Piano Regolatore Portuale: parte il confronto

Oltre 20 incontri in 40 giorni promossi dall’AdSp. Primo appuntamento con Confitarma e Assarmatori: competitività, sostenibilità e flessibilità i temi

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GENOVA – Entra nel vivo il percorso di elaborazione del nuovo Piano Regolatore Portuale di Sistema dei porti di Genova e Savona-Vado. Da oggi, venerdì 4 Settembre,  l’Autorità di Sistema portuale del mar Ligure occidentale avvierà una serie di incontri dedicati alle proposte di pianificazione, con l’obiettivo di confrontarsi con il cluster marittimo-portuale, le istituzioni, le associazioni di categoria e gli altri soggetti pubblici e privati interessati. Il calendario prevede oltre 20 appuntamenti, con una tempistica calendarizzata decisamente fitta (si parte dal confronto con gli stakeholder rappresentanti da Confitarma e Assarmatori, per poi dipanarsi compressa nell’arco di circa 40 giorni), destinati a raccogliere osservazioni e contributi sulle ipotesi allo studio per definire l’assetto e le destinazioni funzionali delle aree portuali nei prossimi decenni.

L’iniziativa non sarà però limitata agli operatori e agli interlocutori istituzionali. L’AdSp ha infatti previsto specifici momenti di confronto anche con comitati e associazioni dei cittadini, in particolare sui temi legati al rapporto tra porto, città e territorio.

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Un percorso di ascolto prima dell’iter istituzionale

La fase di interlocuzione servirà a illustrare gli indirizzi e le proposte in corso di definizione, mettendo a disposizione degli stakeholder un quadro complessivo delle scelte allo studio e raccogliendo elementi utili in vista dei successivi passaggi amministrativi. Al termine degli incontri, l’AdSp renderà disponibili attraverso uno spazio web dedicato i documenti e i materiali presentati nel corso del percorso, ampliando così la possibilità di accesso alle informazioni anche a chi non avrà partecipato direttamente agli appuntamenti.

L’operazione viene presentata da Palazzo San Giorgio come un percorso di informazione e ascolto che non modifica il quadro delle competenze previsto dalla normativa. La responsabilità della pianificazione delle aree portuali resta infatti in capo all’Autorità di Sistema Portuale, secondo quanto stabilito dall’ordinamento. Il confronto con i portatori d’interesse accompagnerà quindi il lavoro tecnico e istituzionale senza sostituirsi agli organi chiamati ad assumere le decisioni.

Verso la VAS e il nuovo Piano

Il calendario degli incontri accompagnerà la definizione delle proposte di Piano fino alla loro presentazione e discussione in Comitato di Gestione, prevista tra la fine del 2026 e Gennaio 2027. In quella fase è previsto l’avvio della Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Successivamente prenderà il via l’iter amministrativo ordinario previsto dall’articolo 5 della legge 84/1994, compreso il procedimento di VAS. A supporto del percorso di interlocuzione e trasparenza è stata coinvolta Avventura Urbana, società specializzata nei processi di confronto con stakeholder e territori.

Paroli: “Porto e città devono crescere insieme”

Il presidente dell’AdSp del capoluogo ligure, Matteo Paroli, rivendica la scelta di accompagnare la pianificazione con un confronto ampio, sottolineando il peso strategico che il nuovo Piano avrà sul futuro dei porti di Genova e Savona-Vado. “La pianificazione portuale è una delle responsabilità più rilevanti affidate dalla legge alle Autorità di Sistema Portuale perché determina le condizioni di crescita e competitività dei porti e incide sul loro rapporto con le città e con il territorio”, afferma Paroli.

Per il presidente, l’obiettivo è esercitare questa responsabilità “con trasparenza”, illustrando le ipotesi allo studio prima dei passaggi istituzionali e coinvolgendo non soltanto il cluster portuale e le istituzioni, ma anche le realtà associative e civiche. “Abbiamo scelto di aprire l’interlocuzione anche ai comitati e alle associazioni dei cittadini”, sottolinea Paroli, indicando nel confronto uno strumento per costruire “un rapporto più evoluto tra porto e città”, intesa non soltanto come insieme delle istituzioni, ma come comunità, territori e sistema economico e sociale. Il principio, secondo il presidente dell’AdSp, è quello di coniugare capacità decisionale e ascolto: “Un grande porto deve poter programmare il proprio sviluppo e, allo stesso tempo, essere capace di spiegare le proprie scelte”.

L’apertura al confronto, precisa Paroli, non mette in discussione le competenze dell’Autorità, ma punta a rafforzare il modo in cui queste vengono esercitate, “con capacità di ascolto e piena assunzione della responsabilità delle scelte”. La sfida, conclude, riguarda entrambi i principali scali del sistema: “I porti di Genova e Savona-Vado hanno l’obbligo di crescere e di generare valore, ma devono farlo in armonia con le città che li ospitano”.

Primo faccia a faccia con gli armatori

Il primo dei più di 20 incontri programmati dall’Ente ha quindi coinvolto le principali associazioni armatoriali, con l’obiettivo di condividere le linee di pianificazione prima dell’avvio dei successivi passaggi istituzionali. Al tavolo erano presenti, per Confitarma, Roberto Alberti e Roberto Ferrarini, mentre Assarmatori era rappresentata da Stefano Messina, Ignazio Messina, Achille Onorato, Matteo Catani e Alberto Rossi. L’incontro ha registrato un giudizio positivo sul metodo scelto dall’AdSp, che ha deciso di sottoporre le proprie proposte agli operatori prima della conclusione dell’iter di elaborazione del Piano.

A illustrare il quadro complessivo sono stati il presidente Paroli, il segretario generale Tito Vespasiani e lo staff impegnato nella redazione del documento. Il nuovo PRP rappresenta il passaggio successivo rispetto al Documento di Pianificazione Strategica di Sistema (DPSS) adottato nel Luglio 2022, che aveva definito gli obiettivi generali di sviluppo, gli ambiti portuali, le aree di interazione tra porto e città e quelle retroportuali. Il Piano dovrà ora trasformare quegli indirizzi in destinazioni funzionali e scelte operative capaci di accompagnare l’evoluzione degli scali di Genova e Savona-Vado per un periodo stimato in 25-30 anni. Una prospettiva di lungo termine che dovrà però mantenere un adeguato grado di flessibilità per adattarsi ai cambiamenti dei mercati e dei traffici.

 

Competitività e sostenibilità

Sono tre i pilastri individuati per il nuovo PRP: competitività, sostenibilità e creazione di valore per il territorio. L’obiettivo è favorire la crescita del sistema portuale senza ricorrere a infrastrutture sovradimensionate, collegando le scelte di sviluppo alla domanda effettiva, alla sostenibilità economica degli investimenti e alla capacità delle reti logistiche di sostenerne gli effetti. In questo quadro assume un peso particolare il tema dell’accessibilità terrestre, con il rafforzamento del trasporto ferroviario e dello shift modale. Il piano dovrà tenere conto anche del collegamento con il Terzo Valico e dell’esigenza di adeguare le infrastrutture agli standard richiesti dai treni merci europei, migliorando le connessioni tra porti, rete ferroviaria, viabilità e retroporti.

La sostenibilità ambientale sarà un altro elemento strutturale della pianificazione. Le nuove infrastrutture dovranno essere valutate anche rispetto agli effetti climatici e alle trasformazioni determinate dalla transizione energetica, che comporterà nuove esigenze per gli scali e per le attività portuali. Il Piano dovrà inoltre individuare possibili nuove funzioni per quelle aree che hanno progressivamente perso una vocazione esclusivamente marittimo-portuale, verificando come possano essere valorizzate e integrate maggiormente con i territori urbani.

Terminal più flessibili

Un altro principio destinato a caratterizzare il PRP sarà la flessibilità operativa dei terminal. Le destinazioni funzionali dovrebbero consentire, quando le caratteristiche delle aree lo permettono, un utilizzo multipurpose e una maggiore capacità di adattamento alle variazioni della domanda. L’obiettivo è evitare che scelte troppo rigide, pensate per esigenze attuali, possano trasformarsi nel lungo periodo in fattori di inefficienza o congestione. La flessibilità dovrà comunque essere compatibile con le caratteristiche delle singole aree e con i requisiti di sicurezza delle attività portuali.

Proprio la sicurezza della navigazione, delle operazioni in mare e delle attività in banchina resta una condizione imprescindibile per le scelte del Piano, insieme alla necessità di garantire continuità operativa, sviluppo delle attività e tutela dell’occupazione.

Porto e città

Particolare attenzione sarà riservata alle cosiddette aree di co-pianificazione, dove le previsioni del sistema portuale si intrecciano con gli strumenti urbanistici e con le strategie di sviluppo dei Comuni e degli altri enti territoriali. È in questi spazi che dovrà concretizzarsi uno dei punti più delicati del nuovo PRP: trovare un equilibrio tra esigenze dello scalo e prospettive delle città, attraverso un coordinamento tra pianificazioni diverse ma necessariamente interconnesse. Il confronto avviato con il cluster marittimo non sarà limitato al primo appuntamento. L’AdSp prevede infatti la possibilità di ricevere contributi e proposte anche successivamente, sottoponendoli alle necessarie verifiche tecniche e normative. Il programma proseguirà nelle prossime settimane coinvolgendo istituzioni, enti territoriali, Municipi, associazioni e rappresentanze civiche.

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Iter verso il 2028

Il cronoprogramma prevede un primo passaggio significativo tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, quando l’Autorità punta alla preadozione del Piano in Comitato di Gestione. Da quel momento potrà essere avviata la procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), seguita dall’acquisizione dei pareri degli enti competenti e dai successivi adempimenti previsti dalla normativa. L’obiettivo indicato è arrivare, compatibilmente con i tempi dell’iter istituzionale e ambientale, all’approvazione definitiva del nuovo Piano Regolatore Portuale nel 2028. “Questo primo incontro ci conferma l’utilità della strada che abbiamo scelto”, ha commentato il presidente Paroli, sottolineando l’importanza del confronto preventivo con chi opera quotidianamente nel sistema portuale. “Un Piano che deve accompagnare i nostri porti per i prossimi 25 o 30 anni non può essere costruito immaginando oggi ogni singola esigenza di domani. Deve indicare una direzione chiara e, insieme, avere la flessibilità necessaria per seguire l’evoluzione dei mercati e dei traffici”.

Per Paroli, il nuovo strumento dovrà costruire “un sistema portuale competitivo e sostenibile, capace di crescere e di generare valore e occupazione», mantenendo come condizioni fondamentali sicurezza e integrazione con le città.

aria più pulita

Il segretario generale Tito Vespasiani ha invece evidenziato la necessità di trasformare gli obiettivi strategici fissati nel DPSS in “destinazioni funzionali e azioni concretamente capaci di governare lo sviluppo del sistema per i prossimi decenni”, con particolare attenzione a infrastrutture, collegamenti ferroviari e stradali, flessibilità dei terminal e aree di co-pianificazione.

Il percorso, dunque, è appena iniziato. E la scelta dell’AdSp di aprire il confronto prima della definizione del Piano punta a fare del dialogo con operatori e territori uno degli elementi centrali della pianificazione dei porti liguri per i prossimi decenni.

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Genova: le linee del nuovo Piano regolatore portuale

 

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Tags: Porti

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