Delibera in arrivo: riuso degli spazi dismessi, ZLS e flessibilità urbanistica per rilanciare gli insediamenti produttivi
GENOVA – Genova prova a rispondere alla storica carenza di spazi puntando sulla rigenerazione urbana. A margine dell’assemblea di Spediporto, la sindaca Silvia Salis ha annunciato l’imminente approvazione di una delibera che metterà a disposizione trenta aree oggi inutilizzate o sottoutilizzate, con l’obiettivo di attrarre nuovi investimenti e rilanciare l’attività produttiva sul territorio. Il progetto si fonda su un principio chiave: consumo di suolo zero. In una città dove gli spazi disponibili sono limitati, la strategia è recuperare aree già urbanizzate – ex siti industriali o insediamenti non più attivi – per restituirle a nuove funzioni economiche. “Dobbiamo trovare spazio dove oggi non viene più utilizzato”, ha spiegato la sindaca, sottolineando come la rigenerazione rappresenti una leva essenziale per creare occupazione e sviluppo.
Gli strumenti individuati dall’amministrazione sono diversi e complementari: dalle opportunità offerte dalla Zona Logistica Semplificata all’applicazione della legge regionale 23/2018, fino all’introduzione di usi temporanei attraverso una maggiore flessibilità del Piano Urbanistico Comunale. Quest’ultimo aspetto consentirà di modificare temporaneamente la destinazione d’uso delle aree per favorire l’insediamento di attività produttive, testandone l’impatto prima di eventuali scelte definitive.

Le aree interessate – che saranno rese note nel dettaglio con la delibera – si trovano principalmente in Val Bisagno, Val Polcevera e nel Ponente cittadino. Si tratta di spazi selezionati anche per la loro posizione strategica, in prossimità delle principali vie di collegamento, e quindi già dotati di un buon livello di infrastrutturazione, elemento che li rende particolarmente appetibili per gli investitori.
L’obiettivo non è limitato al porto, ma riguarda l’intero sistema economico cittadino: creare nuove opportunità per imprese interessate a rigenerare e rendere produttivi questi spazi, contribuendo al contempo alla riqualificazione urbana. Un’operazione che, ha evidenziato Salis, richiederà il coinvolgimento dei privati, chiamati a sostenere investimenti che l’amministrazione pubblica da sola non potrebbe coprire.
Nel corso dell’incontro, la sindaca ha inoltre richiamato un altro dossier strategico per il futuro della città: la nascita della Scuola delle Professioni del Mare. Il progetto, in fase di definizione, punta a ridurre il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro nel comparto portuale e logistico, coinvolgendo direttamente gli operatori per individuare le competenze più richieste. L’iniziativa si rivolgerà sia ai giovani sia a chi intende riqualificarsi, con l’obiettivo di rafforzare il capitale umano e sostenere la crescita del sistema portuale genovese.
Con il piano di rigenerazione delle aree dismesse, Genova si prepara dunque a una nuova fase di sviluppo urbano ed economico, basata su riuso intelligente degli spazi, attrazione di investimenti e valorizzazione delle competenze.
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