La deputata svela in esclusiva la data della svolta: un pacchetto di nomine sblocca nove Autorità portuali. Ancora in stallo Napoli e Venezia
ROMA – È fissata per mercoledì 16 Luglio la votazione in Commissione Trasporti della Camera per la designazione dei nuovi presidenti delle Autorità di Sistema portuale. La notizia arriva in esclusiva al Messaggero Marittimo dall’onorevole Valentina Ghio, deputata del Partito Democratico e membro della IX Commissione, che conferma come la maggioranza sia giunta a una sintesi politica utile a sbloccare, in un solo pacchetto, nove nomine cruciali per il futuro della portualità italiana.
Si tratta di un passaggio istituzionale atteso da mesi, che riguarderà, tra gli altri, la nomina di Davide Gariglio alla guida del porto di Livorno, Matteo Paroli per l’Autorità di Genova, Bruno Pisano a La Spezia, Francesco Mastro a Bari, Raffaele Latrofa a Civitavecchia, Francesco Rizzo a Messina, Francesco Benevolo a Ravenna, Giovanni Gugliotti per Taranto e Antonio Gurrieri a Trieste.
“È il risultato di un appianamento interno alla maggioranza dopo mesi di divergenze – spiega Ghio –. Ma non possiamo non rilevare la gravità di un ritardo che ha tenuto in ostaggio interi porti per oltre un anno e mezzo. Genova, in particolare, è rimasta commissariata per più di venti mesi. Finalmente si torna a una governance ordinaria, ma il danno sistemico c’è stato.”
A restare fuori dal pacchetto – almeno per ora – sono i commissari recentemente insediati Eliseo Cuccaro a Napoli e Matteo Gasparato a Venezia, quest’ultimo designato alla guida dell’Autorità del Mare Adriatico Settentrionale proprio venerdì scorso. Per questi due casi, al momento, non risultano date certe per la formalizzazione del passaggio a presidente. Sul fronte delle nomine ancora mancanti – quelle di Gioia Tauro, Palermo e Cagliari – la deputata ha precisato che non risultano al momento né nomi ufficiali né date certe all’esame del Parlamento, lasciando ancora sospese tre delle Autorità più rilevanti nel quadrante mediterraneo.
L’onorevole Ghio, pur esprimendo soddisfazione per il superamento di una lunga impasse, non nasconde le sue preoccupazioni per l’assenza di una visione strategica complessiva: “Questo pacchetto di nomine è il minimo sindacale. Il Parlamento aspetta da tempo l’apertura della discussione sulla riforma del sistema portuale, da mesi annunciata ma mai portata in Aula. Serve chiarezza sull’assetto normativo che il governo intende dare agli scali italiani”.
La deputata ligure ha inoltre colto l’occasione per rilanciare l’urgenza di intervenire sulle condizioni del lavoro portuale, ricordando il proprio impegno personale nella presentazione di emendamenti per il riconoscimento della natura usurante del lavoro operativo, la riattivazione del fondo amianto, lo sblocco dell’anticipo pensionistico e la tutela retributiva degli addetti di banchina. “Sono tre anni che queste proposte attendono risposta. Ora non ci sono più alibi: il tempo della gestione commissariale è finito, ma il tempo della politica deve ancora cominciare.”
Porti: non si può più andare avanti con una governance frammentata
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