Da Hormuz al Mar Rosso, passando per il Mar Nero e il Mare d’Azov, cresce l’esposizione dei marittimi alle tensioni geopolitiche
LONDRA – Le crescenti tensioni geopolitiche che interessano alcune delle principali rotte marittime mondiali stanno rendendo sempre più complesso e rischioso il lavoro dei marittimi. Le situazioni in continua evoluzione nello Stretto di Hormuz, nel Mar Nero, nel Mare d’Azov e nella regione del Mar Rosso rappresentano oggi una sfida concreta per migliaia di uomini e donne che garantiscono quotidianamente il funzionamento del commercio internazionale. In occasione della Giornata Internazionale del Marittimo, celebrata ogni anno il 25 Giugno, l’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) ha voluto richiamare l’attenzione sul ruolo fondamentale svolto dai lavoratori del mare e sui rischi che affrontano per mantenere operative le catene di approvvigionamento globali.
“Trasportano il commercio mondiale, ma anche i rischi”
L’edizione 2026 della campagna promossa dall’IMO è stata lanciata con il tema “Carrying world trade. Carrying the risks” (“Trasportare il commercio mondiale. Trasportare i rischi”), un messaggio che sottolinea come i marittimi continuino a operare in contesti sempre più instabili e caratterizzati da conflitti, tensioni internazionali e minacce alla sicurezza della navigazione.
L’obiettivo dell’iniziativa è ricordare alla comunità internazionale che i marittimi non devono mai essere considerati vittime collaterali delle crisi geopolitiche, nonostante si trovino spesso a lavorare nelle aree più esposte alle conseguenze dei conflitti.

Dominguez: “La vostra sicurezza resta la nostra priorità”
Nel suo messaggio dedicato alla ricorrenza, il Segretario Generale dell’IMO, Arsenio Dominguez, ha espresso il proprio ringraziamento agli oltre 1,8 milioni di marittimi che operano sulle navi mercantili di tutto il mondo.
Dominguez ha ricordato come il loro contributo sia essenziale per il funzionamento dell’economia globale e per la vita quotidiana di miliardi di persone, sottolineando che sicurezza, tutela e benessere dei lavoratori del mare rappresentano una priorità assoluta per l’organizzazione.
Il numero uno dell’IMO ha inoltre invitato l’intera comunità marittima internazionale e il pubblico globale a sostenere la campagna, contribuendo a rendere visibile il lavoro spesso poco conosciuto dei marittimi e a riconoscere i sacrifici personali che la professione comporta.
Guterres: “I marittimi finiscono troppo spesso nel fuoco incrociato”
Un richiamo analogo è arrivato anche dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che ha evidenziato come i lavoratori del mare siano frequentemente coinvolti, loro malgrado, nelle conseguenze delle crisi internazionali. Guterres ha citato in particolare i recenti eventi nello Stretto di Hormuz, dove decine di migliaia di marittimi sono rimasti bloccati mentre continuavano a svolgere il proprio lavoro lontano dalle famiglie per garantire il trasporto di energia, materie prime e beni essenziali. Un contesto nel quale, ha sottolineato, i marittimi non devono mai diventare vittime o strumenti delle contrapposizioni geopolitiche.
Operazioni per assistere equipaggi e navi bloccate
L’IMO ha inoltre confermato di essere impegnata, insieme agli Stati membri e agli operatori dell’industria marittima, nelle attività di assistenza e di evacuazione dei marittimi e delle navi rimaste bloccate nelle aree interessate dalle recenti tensioni. L’obiettivo è garantire la sicurezza degli equipaggi e assicurare la continuità delle operazioni marittime, limitando al contempo i rischi per le persone coinvolte.
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