Avrebbe dovuto battere tutti i record. Invece non vivrà neanche il varo, complice il fallimento del cantiere tedesco-malese
WISMAR - Una storia che ha dell'incredibile, quella del fragoroso fallimento registrato dall'operazione Global Dream (con un'altra che avrebbe dovuto solcare gli oceani da sua 'gemella', la Global Dream II). Non due navi da crociera qualsiasi, bensì le due unità che avrebbe dovuto battere ogni record in termini di capienza, ergendosi al titolo di navi da crociera più grandi del mondo e scalzando così l'attuale titolare: la Symphony of the Seas, di proprietà del gruppo statunitense Royal Caribbean e costruita nei cantiere francesi Stx di Saint Nazaire. Entrambe destinate in teoria a servire le rotte del mercato asiatico, avrebbero dovuto essere lunghe 342 metri, con spazi per circa 9.000 passeggeri in 2.500 cabine e 2.200 membri di equipaggio.
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Nel ricorso, il gruppo cantieristico sostiene che la perdita dello yacht sia riconducibile a negligenze operative e non a difetti di progettazione o costruzione
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